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Convegno Riello · 14 ottobre 2026

Il quaderno del convegno

Materiale di ripasso per chi ha partecipato, in sala o in diretta web. È costruito sulle slide e sulle registrazioni della giornata: scegli una relazione, apri il video dal capitolo che ti serve e ripercorri il ragionamento con le schede.

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Apertura · 10 min

Apertura lavori: presentazione dell’azienda e agenda della giornata

Roberto Dal CerMarketing RielloCon il saluto di Francesco Tornaghi, direttore commerciale Italia di Riello

Incentivi e CT 3.0 · 1 h 05 min

Transizione energetica sostenibile: gli incentivi fiscali, il Conto Termico 3.0

Simone MartinelliPre-Sales Manager Italy, Riello

Calcolatore Conto Termico 3.0 RielloSimula l’incentivo previsto per i prodotti Riello e chiedi una consulenza personalizzata con il modulo alla fine della simulazione.
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L’idea da portare con te

Il Conto Termico 3.0 non rimborsa una spesa: incentiva un intervento in base alle prestazioni della macchina e alla zona climatica. Funziona se progettista e installatore lo valutano dall'inizio e documentano ogni passaggio, a partire dalle foto prima dei lavori.

Il ragionamento in 6 passaggi

PassaggioLa domanda da tenere aperta
1. Inquadrare le detrazioni 2026: aliquote al 50% e al 36%, tetti legati al reddito, doppio requisito per i lavori dal 4 febbraio.Il reddito o il nucleo familiare del cliente limitano la detrazione che potrà davvero usare?
2. Capire il meccanismo del Conto Termico: incentivo diretto, budget annuo fisso, calcolo sulle prestazioni e non sulla fattura.Chi è il soggetto ammesso e chi sosterrà la spesa?
3. Verificare le condizioni di accesso: edificio accatastato, impianto di climatizzazione funzionante, regole di cumulo.Quali voci di costo vanno sul Conto Termico e quali su altri incentivi, con fatture e bonifici distinti?
4. Scegliere intervento e tecnologia secondo il soggetto: le imprese vanno solo in elettrico, i privati sul terziario accedono al Titolo II.L'impianto è a bassa o a media temperatura, e la macchina è certificata per quella temperatura?
5. Calcolare l'incentivo con SCOP, kp, zona climatica e coefficiente k del sistema.Conviene un ibrido factory made, un bivalente o una pompa add-on?
6. Documentare: asseverazioni e relazioni secondo la potenza, foto prima, durante e dopo i lavori.Le foto dello stato di fatto sono state scattate prima di smontare?

7 schede per ritrovare il ragionamento

01 · Detrazioni 2026

Bonus casa ed ecobonus: aliquote, tetti e lo spartiacque del 4 febbraio

Cosa resta delle detrazioni e quali requisiti valgono per le pompe di calore

Dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027 le aliquote restano quelle del 2025: 50% per l'abitazione principale, 36% per gli altri immobili, sia per il bonus casa sia per l'ecobonus. Restano i massimali specifici per intervento; per la ristrutturazione edilizia il massimale di detrazione arriva a 96.000 €. Le caldaie a condensazione stand alone non sono più incentivate.

Sulle detrazioni pesano anche i nuovi tetti legati al reddito e al nucleo familiare, che riducono la detrazione annua oltre i 75.000 € di reddito.

Reddito del contribuenteDetrazione massima annua
Fino a 75.000 €Nessun limite
Da 75.000 a 100.000 €14.000 €
Oltre 100.000 €8.000 €
Nucleo familiareCoefficiente da applicare al tetto
Contribuente senza figli a carico0,5
Contribuente con uno o due figli a carico0,85
Contribuente con tre o più figli a carico1
Lavori avviati fino al 3 febbraio 2026Lavori avviati dal 4 febbraio 2026
RiferimentoAllegato F al D.M. 06/08/2020D.Lgs. 5/2026 più Allegato F al D.M. 06/08/2020
Requisiti delle pompe di calore (ecobonus)COP ≥ 3,89 ed EER ≥ 3,61 (inverter)COP ≥ 3,89 ed EER ≥ 3,61 (inverter) più SCOP minimo ERP
VerificaSemplificata, sulle tabelle del D.M. requisitiValori obbligatori di SCOP, SEER e SPER

Conta la data di inizio lavori

È la data d'inizio lavori a stabilire il regime tecnico. Per i lavori dal 4 febbraio il bonus casa chiede i nuovi requisiti, l'ecobonus i vecchi più i nuovi. Il relatore ha ricordato che ENEA ha aggiornato le schede degli interventi specificando che va dichiarato il doppio requisito; le dichiarazioni Riello aggiornate al D.Lgs. 5/2026, su myRiello, li riportano entrambi per ogni sistema.

02 · Il meccanismo

Conto Termico 3.0: come funziona, chi accede, come si cumula

Un incentivo diretto, calcolato sulle prestazioni, con budget annuo fisso

  • È un incentivo a prenotazione per la pubblica amministrazione o diretto per gli altri soggetti; non è una detrazione fiscale.
  • Vale per qualsiasi soggetto: pubblica amministrazione, privati (persone fisiche, condomini, imprese) ed enti del terzo settore.
  • Non ha legame con il reddito e non dipende dalla capienza del cassetto fiscale.
  • Il budget è fisso: 900 milioni di euro l'anno, provenienti dalle bollette del gas.
  • La pratica con il GSE è più rigorosa di quella ENEA e soggetta a controllo formale e documentale.
  • L'incentivo si calcola sulle prestazioni delle macchine e sulla zona climatica, non in percentuale sulla fattura; per i privati arriva al massimo al 65% delle spese ammissibili.
Importo dell'incentivoErogazione
Fino a 15.000 €Unica soluzione
Oltre 15.000 €, potenza inferiore a 35 kW2 rate annuali
Oltre 15.000 €, potenza superiore a 35 kW5 rate annuali

Soggetto ammesso e soggetto responsabile

Il soggetto ammesso ha la disponibilità dell'edificio, come proprietario o titolare di un diritto reale o personale di godimento. Il soggetto responsabile sostiene la spesa, ha diritto all'incentivo e stipula il contratto con il GSE. Il soggetto ammesso può investire direttamente oppure delegare l'investimento solo ad alcuni soggetti: ESCO, CER o gruppi di autoconsumo, Agenzia del Demanio e Provveditorati OP, privati nell'ambito di partenariati pubblico-privati.

Cumulabilità

Più incentivi possono stare nello stesso intervento solo se ogni incentivo copre una voce di costo diversa, le spese sono distinte e tracciabili e la somma non supera il 100% del costo. L'esempio in slide: la pompa di calore con il Conto Termico 3.0 e il pavimento radiante con il bonus casa, con fatture e bonifici distinti.

Non si cumula quando due agevolazioni finanziano la stessa spesa o hanno la stessa fonte: un bando regionale si somma al Conto Termico, che usa fondi statali; il PNRR non si somma ad altri fondi UE, salvo diversa indicazione del bando.

SoggettoConto Termico 3.0 sulla stessa spesa ammissibile
PA ed ETS non economiciCumulabile, per edifici di proprietà pubblica utilizzati dalla PA, con altri incentivi in conto capitale statali e non statali, entro il 100% delle spese ammissibili
Imprese ed ETS economiciCumulabile con aiuti di Stato di origine non statale nei limiti del Titolo V; non cumulabile con altri incentivi statali, per esempio Transizione 5.0
Persone fisiche e condominiNon cumulabile con altri incentivi statali, per esempio le detrazioni fiscali
TuttiRestano cumulabili fondi di garanzia, fondi di rotazione, contributi in conto interesse e gli incentivi CACER per la condivisione dell'energia, nei limiti della loro disciplina

Perché è ancora poco usato

Secondo il relatore il Conto Termico ha avuto meno impatto del previsto anche perché gli utenti finali lo conoscono poco: con lo sconto in fattura tutti sapevano di cosa si trattava. La valutazione dovrebbe partire da progettisti e installatori, verificando caso per caso se l'intervento può essere incentivato. Gli enti del terzo settore, che spesso faticano a rinnovare le centrali termiche, sono un'opportunità che prima non c'era.

03 · Accesso

Requisiti di accesso, mandato all'incasso e soggetti ammessi per intervento

Per i privati decide il dato catastale, l'impresa va solo in elettrico

Il Conto Termico è un meccanismo «edificio centrico». Diversamente dalle detrazioni servono tre condizioni: l'edificio deve esistere ed essere accatastato alla data della richiesta (esclusi gli edifici in costruzione o in via di accatastamento), deve avere un impianto di climatizzazione invernale e l'impianto deve essere funzionante. Gli interventi sono divisi in due titoli: il Titolo II per l'efficienza energetica, il Titolo III per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Il mandato irrevocabile all'incasso

È assimilabile a uno sconto in fattura: l'installatore anticipa l'incentivo, il GSE lo liquida a lui e il cliente paga solo la differenza.

  • È possibile solo con l'accesso diretto, non con la prenotazione.
  • Si conferisce solo al fornitore che ha emesso la fattura.
  • Il soggetto responsabile paga la quota non incentivata con bonifico ordinario.
  • La richiesta resta a nome del soggetto responsabile.

ESCO e privati in partenariato pubblico-privato che agiscono come soggetto responsabile per conto di terzi o della PA non possono usarlo.

La regola d'oro

Bonifico del soggetto responsabile più incentivo netto GSE devono coincidere al centesimo con l'importo della fattura, che deve corrispondere alle spese ammissibili indicate sul portale. Discrepanze, o un mandato a un soggetto diverso dal fornitore, rendono la richiesta inammissibile: il relatore lo ha indicato tra le cause di rigetto a cui fare attenzione.

SoggettoTitolo IITitolo III
Pubbliche amministrazioniAmmesseAmmesse
ETS non economiciAmmessi (novità)Ammessi
ETS economiciAmmessi solo su edifici del terziario (novità)Ammessi
Privati su edifici del terziarioAmmessi (novità)Ammessi
Privati su edifici residenzialiNon ammessiAmmessi

Privati, terziario ed enti del terzo settore

Per i privati, imprese comprese, il criterio è la categoria catastale, non il settore di attività. Sono terziario A/10, il gruppo B, il gruppo C esclusi C/6 e C/7, il gruppo D escluso D/9 e il gruppo E esclusi E/2, E/4 ed E/6; il residenziale è il gruppo A esclusi A/8, A/9 e A/10. Su questi edifici non residenziali (negozi, uffici, officine) i privati possono fare gli interventi del Titolo II, tra cui pompa di calore più fotovoltaico: il relatore ha indicato come esempio i capannoni ancora riscaldati con vecchi generatori ad aria calda.

Gli enti del terzo settore iscritti al RUNTS si dividono in non economici, assimilati alle PA, ed economici, assimilati alle imprese.

Imprese: solo elettrico

Imprese ed ETS economici non possono accedere a tecnologie alimentate a gas naturale, come pompe di calore a gas e sistemi ibridi a gas: restano le pompe di calore elettriche. Il relatore ha ricordato che gli alberghi di montagna e di mare sono imprese. Il fotovoltaico, inoltre, non è ammesso in abbinamento a una pompa di calore elettrica inserita in un sistema ibrido.

Diagnosi energetica

Per una serie di interventi dei due titoli la diagnosi energetica è obbligatoria quando l'impianto ha una potenza nominale del focolare pari o superiore a 200 kW. Va fatta prima dell'intervento e serve a dimensionare correttamente il nuovo impianto, visto che l'incentivo cresce con la potenza. Deve essere redatta da un EGE o da una ESCO. Le spese sono coperte al 100% per PA ed ETS e al 50% per i privati, nel rispetto dei massimali; PA ed ETS non economici possono chiedere un contributo anticipato (acconto 50%, saldo 50%) e trasmettere la diagnosi entro 12 mesi dalla richiesta.

04 · Titolo II

Efficienza energetica: percentuali, massimali e premialità

Fino al 100% per piccoli comuni, scuole e ospedali; +10% con componenti UE

Intervento del Titolo IIPercentuale massima
Isolamento di superfici opache40% (50% in zone E/F)
Sostituzione di chiusure trasparenti40%
Schermature e sistemi di filtrazione solare40%
Trasformazione in edificio a energia quasi zero65%
Illuminazione efficiente40%
Building automation40%
Fotovoltaico e accumulo, solo con pompa di calore elettrica20%
Ricarica di veicoli elettrici, solo con pompa di calore elettrica30%

Gli interventi del Titolo II durano 5 anni e ogni tipologia ha costi specifici e massimali propri: per l'isolamento, per esempio, tra 150 e 350 €/m² secondo la zona. Fotovoltaico e colonnine sono ammessi solo insieme alla sostituzione dell'impianto con pompe di calore elettriche, e il loro incentivo non può superare quello della pompa di calore.

Per gli interventi su edifici del terziario serve una riduzione della domanda di energia primaria, verificata con APE ante e post operam: almeno il 10% per un intervento singolo, il 20% per i multi-interventi. I requisiti vanno mantenuti per tutta la durata dell'incentivo e per i 5 anni successivi all'ultima rata.

Fino al 100% per la pubblica amministrazione

Incentivo fino al 100% delle spese ammissibili per edifici di proprietà di comuni fino a 15.000 abitanti, utilizzati dal comune o da terzi non riconducibili a imprese per servizi di interesse collettivo, e per edifici pubblici scolastici, ospedalieri o di assistenza e cura del Servizio sanitario nazionale, indipendentemente dalla popolazione del comune. L'incentivo resta calcolato con gli algoritmi del decreto e nel rispetto dei massimali.

Premialità

+10% sulla percentuale incentivabile per la quasi totalità degli interventi del Titolo II realizzati con componenti prodotti nell'Unione europea (origine non preferenziale certificata e marcatura CE; fino al 31 dicembre 2026 basta una DSAN del produttore). Resta il tetto del 65%.

Per il fotovoltaico la maggiorazione è del +5%, +10% o +15% se tutti i moduli sono iscritti al registro delle tecnologie del fotovoltaico, rispettivamente nelle sezioni A, B o C. Il relatore ha avvertito che i moduli prodotti in Europa costano in genere molto di più di quelli importati.

05 · Titolo III

Rinnovabili termiche e pompe di calore: requisiti e documenti

SCOP minimo ERP, temperatura dell'impianto e documentazione fotografica

InterventoDurataPercentuale massima
Pompe di calore elettriche o a gas2 anni se Pn < 35 kW, 5 anni se Pn > 35 kW65%
Sistemi ibridi factory made o bivalenti, pompe di calore add-on2 anni se Pn < 35 kW, 5 anni se Pn > 35 kW65%
Scaldacqua a pompa di calore in sostituzione di scaldacqua elettrici o a gas2 anni40%, con massimale da 500 a 1.500 € secondo capacità e classe

Requisiti generali del Titolo III

  • Interventi di piccole dimensioni: potenza fino a 2 MW, solare termico fino a 2.500 m².
  • Apparecchi nuovi o ricondizionati.
  • Impianto post operam registrato nel catasto impianti regionale, ove presente: il relatore ha chiarito che l'iscrizione si fa con l'intervento, non prima.
  • Obbligo di sostituire l'impianto esistente, salvo pompe di calore add-on, sostituzione funzionale con microcogeneratori e solare termico.
  • Utilizzo prevalente per la climatizzazione invernale: ACS, calore di processo, piscine e centri benessere sono ammessi se non prevalenti.

Quando l'acqua calda sanitaria prevale

Il relatore ha fatto l'esempio di un albergo estivo in cui il 70% del carico annuo è acqua calda sanitaria: il servizio prevalente non è il riscaldamento e il Conto Termico non si può fare. Con più utilizzi serve la relazione tecnica di progetto, a qualsiasi potenza, per dimostrare la prevalenza del riscaldamento.

Pompe di calore (III.A)

L'intervento resta la sostituzione dell'impianto di climatizzazione invernale con pompe di calore aerotermiche, geotermiche o idrotermiche, elettriche o a gas (a gas escluse per imprese ed ETS economici). Restano i requisiti noti: messa a punto ed equilibratura, valvole termostatiche o regolazione modulante su tutti i terminali con temperature oltre 45 °C, contabilizzazione individuale negli impianti centralizzati che servono più unità, contabilizzazione globale oltre 200 kWt, diagnosi e APE per interventi su interi edifici con impianto di almeno 200 kWt.

La novità sono i requisiti ERP: al posto del COP nominale vale lo SCOP minimo dei regolamenti europei, quindi di fatto tutte le pompe di calore vendibili accedono. Chi ha uno SCOP superiore al minimo riceve un incentivo maggiore, attraverso il coefficiente kp.

TerminaleTemperatura di riferimento
Pannelli radianti35 °C (bassa temperatura, ritorno 30 °C)
Ventilconvettori35 °C, con rimando alla FAQ GSE
Radiatori55 °C (media temperatura, ritorno 47 °C)
Aerotermi55 °C
Altri terminali55 °C

Bassa o media temperatura

Una pompa di calore certificata solo in bassa temperatura (35/30 °C) si può usare nel Conto Termico solo su impianti a bassa temperatura; se è certificata anche in media (55/47 °C) va bene anche sui radiatori. Le residenziali a inverter hanno in genere entrambe le certificazioni; salendo di potenza ci sono macchine certificate solo in bassa. È il progettista a dichiarare in istruttoria se l'impianto è a bassa o media temperatura: secondo il relatore i ventilconvettori, che di norma non lavorano a 35/30 °C, ricadono di fatto in media temperatura, con un incentivo un po' più basso.

DocumentoQuando serve
Asseverazione di tecnico abilitatoPrated > 35 kWt; a qualsiasi potenza se il potenziamento supera il 10%
Relazione tecnica di progetto con schemiP ≥ 100 kWt; a qualsiasi potenza con più utilizzi (ACS, piscine, calore di processo)
Documentazione fotograficaDettaglio di apparecchi e targhe, locali di installazione o centrale termica ante e post operam, valvole termostatiche o regolazione modulante
Da conservare per eventuali controlliScheda tecnica, certificato di smaltimento del vecchio generatore, libretto d'impianto, iscrizione al catasto regionale, dichiarazione di conformità, titolo autorizzativo, diagnosi ante e APE post operam oltre 200 kW su interi edifici

Le foto non si recuperano

Un errore di fattura o di bonifico si corregge, un documento mancante si recupera durante l'istruttoria; le foto no. L'installatore deve fotografare lo stato di fatto prima dei lavori (generatore, targhetta, insieme della centrale), le fasi di smontaggio e l'impianto finito. Senza foto la pratica non si chiude.

06 · Sistemi ibridi

Ibridi factory made, bivalenti e add-on; come si calcola l'incentivo

Tre configurazioni, coefficienti diversi, una formula legata allo SCOP

Ibrido factory madeSistema bivalentePompa di calore add-on
Com'è fattoPompa di calore e caldaia a condensazione integrate da una regolazione assemblata in fabbricaPompa di calore come generatore principale, con caldaia a condensazione a gas o generatore a biomassa, assemblati in campoPompa di calore aggiunta a una caldaia a condensazione esistente
Vincolo di potenzaPompa di calore al massimo metà della caldaia (rapporto ≤ 0,5)Nessuno: la pompa di calore deve coprire il carico, compresa l'ACS se previstaNessuno: la caldaia deve avere non più di 5 anni
Tipologia di pompa di caloreRispetta i requisiti delle pompe di calore—Aria-acqua o acqua-acqua; aria-aria solo in edifici con vincolo architettonico
Coefficiente k1,251,0 con caldaia < 35 kW; 1,1 con caldaia > 35 kW1,0 con caldaia < 35 kW; 1,1 con caldaia > 35 kW

Requisiti comuni a bivalenti e add-on

  • Caldaia a condensazione conforme ai requisiti minimi.
  • Negli impianti autonomi, termoregolazione di classe V, VI, VII o VIII.
  • Dichiarazione di compatibilità del fabbricante della pompa di calore, con l'elenco dei generatori con cui può funzionare.
  • Sistema di controllo che privilegi il funzionamento della pompa di calore rispetto alla caldaia.
  • Se pompa di calore e caldaia sono di fabbricanti diversi, asseverazione di un tecnico abilitato su compatibilità, dialogo fra gli apparecchi e sicurezza dell'impianto.

Il vincolo architettonico (comunale, regionale o statale) si verifica presso l'ufficio della soprintendenza.

La formula

Per pompe di calore aria/acqua, ibridi e bivalenti:

  • Ia tot = k × Ei × Ci: incentivo annuo;
  • Ei = Qu × (1 − 1/SCOP) × kp: energia rinnovabile incentivata;
  • Qu = Prated × Quf, con Quf che dipende dalla zona climatica (da 600 a 1800);
  • kp = ηs / ηs minimo ecodesign: premia le macchine più efficienti del minimo;
  • Itot = Ia tot × numero di anni.

Rispetto al CT 2.0 il riferimento passa da Pn e COP a Prated e SCOP, e si aggiunge kp. Lo SCOP è quello a clima medio in bassa o media temperatura, secondo la temperatura d'impianto dichiarata nella pratica. I dati si trovano nelle schede tecniche e nei certificati HP Keymark; il catalogo apparecchi GSE è in aggiornamento.

Prated della pompa di calore aria/acquaCi (€/kWh)Anni di incentivo
≤ 35 kW0,1502
≥ 35 kW0,0605

Piccole o grandi, il conto torna uguale

0,150 × 2 anni e 0,060 × 5 anni danno entrambi 0,3: non c'è più il vantaggio, che c'era prima, di frazionare la potenza in più macchine piccole. Fra ibrido factory made e bivalente, con una pompa di calore attorno a metà della potenza della caldaia conviene il factory made (k = 1,25) rispetto a un bivalente con pompa al 51%.

Strumenti di calcolo mostrati

Riello ha messo online da circa un mese un calcolatore del Conto Termico 3.0: si sceglie il sistema, la località e quindi la zona climatica, la fascia di potenza, il prodotto e la temperatura dell'impianto, e si ottiene l'incentivo netto; un pulsante permette di chiedere una consulenza personalizzata. La piattaforma X Bonus, aperta agli installatori e utilizzabile anche dai progettisti, gestisce le pratiche e raccoglie guide, documentazione e un simulatore che, inserendo il costo dell'intervento, restituisce la quota di spesa coperta.

07 · Imprese

Imprese ed ETS economici; il fotovoltaico abbinato alla pompa di calore

Richiesta preliminare, intensità massime ridotte, fotovoltaico dimensionato sull'autoconsumo

Per imprese ed ETS economici si applica il Titolo V del decreto. Prima di avviare i lavori l'impresa deve trasmettere al GSE una richiesta preliminare: non è una prenotazione dell'incentivo, ma senza di essa la pratica viene respinta. Indica nome e dimensione dell'impresa, descrizione del progetto con date di inizio e fine, ubicazione, elenco dei costi, tipologia e importo dell'aiuto necessario. La trasmettono anche ESCO e CER che agiscono come soggetto responsabile per conto delle imprese.

Restano escluse le tecnologie a gas naturale. Le grandi imprese non recuperano le spese per diagnosi energetica e APE post operam.

Dimensione dell'impresaTitolo II, intervento singoloTitolo II, interventi combinatiTitolo III, rinnovabili termiche
Piccola (meno di 50 addetti, meno di 10 milioni di euro)45%50%65%
Media (meno di 250 addetti, fino a 50 milioni di euro)35%40%55%
Grande (oltre 250 addetti)25%30%45%

Le percentuali salgono con le premialità previste per le aree del Mezzogiorno, per le aree con criticità socio-economiche o geografiche e per gli interventi che migliorano la prestazione energetica del 40% rispetto all'ante operam (+15%). In ogni caso resta il tetto del 65%. I massimali sono gli stessi degli altri soggetti.

Fotovoltaico e accumulo

Il fotovoltaico con accumulo (II.H) è incentivabile solo:

  • insieme alla sostituzione dell'impianto di climatizzazione con pompe di calore elettriche (III.A), non con pompe di calore inserite in un sistema ibrido;
  • in autoconsumo: la produzione non deve superare del 5% la somma dei consumi elettrici medi annui e dei consumi equivalenti dell'uso termico;
  • con moduli e inverter nuovi: il revamping di impianti esistenti non è incentivato.

L'impianto va collegato alla rete e può avere batterie di accumulo. Il suo incentivo non può superare quello della pompa di calore, che è l'intervento trainante.

Da dove partire

Il relatore considera l'abbinamento pompa di calore più fotovoltaico uno degli interventi più adatti alle imprese. Per dimensionare il campo si parte dai consumi previsti dell'edificio, per esempio quelli di un'officina, e si aggiungono quelli della nuova pompa di calore.

Esempi e casi da riascoltare

Il tetto alle detrazioni per una famiglia senza figli

Contribuente senza figli a carico, reddito di 85.000 €, spesa ecobonus di 150.000 € sulla prima casa. La detrazione al 50% è di 75.000 €, cioè 7.500 € l'anno per 10 anni, ma il tetto per il suo reddito è 14.000 € moltiplicato per 0,5: al massimo 7.000 € l'anno.

Grande impresa: pompa di calore da 26 kW e fotovoltaico da 50 kW

Pompa di calore aria/acqua da 26 kW su impianto a media temperatura (SCOP 3,14, spesa 22.000 €): l'algoritmo dà 10.130 € in 2 anni, ma il limite del 45% per la grande impresa la ferma a 9.900 €. Il fotovoltaico da 50 kW senza accumulo (spesa 55.000 €, 1.100 €/kW) vale il 20%, cioè 11.000 €, sotto il limite del 30% per interventi combinati (16.500 €). Non potendo superare l'incentivo della pompa di calore, scende a 9.900 €: in tutto 19.800 €.

Caldaia combinata con termosifoni: che cosa si può incentivare

Partendo da una caldaia a condensazione per riscaldamento e ACS con termosifoni, una nuova caldaia a condensazione non è incentivata; lo sono un ibrido factory made o un bivalente con pompa aria/acqua (nel bivalente l'ACS è obbligatoria se la vecchia caldaia la produceva), una pompa di calore aria/acqua, una pompa add-on se la caldaia ha non più di 5 anni e, in tutti i casi, il solare termico. La pompa aria/aria come add-on è ammessa solo in edifici vincolati; altrimenti serve la sostituzione completa, con le unità interne nelle stanze prima servite dai radiatori. Per pompa di calore più scaldacqua a pompa di calore la FAQ GSE pubblicata (KB0017848) ammette solo l'intervento III.A, mentre una risposta del GSE ottenuta tramite Assotermica, non ancora pubblicata, considera ammissibile il multi-intervento: finché non cambia, vale la FAQ ufficiale.

Quanto valgono alcuni sistemi Riello con il CT 3.0

In zona E una pompa di calore da incasso Sprint In-Wall Box da 8 kW vale 5.498,71 € su impianto a bassa temperatura e 2.836,32 € con radiatori. In un condominio di 10 appartamenti un ibrido Hybrid Pro (NXHM 026 con Condexa Pro 90) a media temperatura vale 12.662,92 € in zona E: il relatore ha osservato che con le detrazioni bisognerebbe mettere d'accordo dieci condòmini con pratiche e aliquote diverse. In un edificio commerciale con pompa di calore NXHM 026 e fotovoltaico da 20 kW con accumulo, il 20% della spesa darebbe 10.000 €, ma in zona D con radiatori il fotovoltaico si ferma a 8.342 €, il valore della pompa di calore.

Domande di ripasso

Prova a rispondere prima di aprire la risposta. Ogni risposta rimanda alla slide o al punto del video in cui se ne parla.

Che cosa cambia per l'ecobonus delle pompe di calore nei lavori avviati dal 4 febbraio 2026?

Con il D.Lgs. 5/2026 vale un doppio vincolo: i valori dell'Allegato F al D.M. 06/08/2020 (COP ≥ 3,89, EER ≥ 3,61 per gli inverter) più lo SCOP minimo ERP, con valori obbligatori di SCOP, SEER e SPER.

Quale condizione aritmetica deve rispettare una pratica con mandato irrevocabile all'incasso?

Bonifico del soggetto responsabile più incentivo netto devono coincidere al centesimo con l'importo della fattura. Discrepanze o mandati a soggetti diversi dal fornitore rendono la richiesta inammissibile.

Un privato può fare un intervento del Titolo II su un negozio o un capannone?

Sì: per i privati conta la categoria catastale. Sugli edifici del terziario (per esempio C/1 negozi, D/7 fabbricati per attività industriali) il Titolo II è ammesso, compreso pompa di calore più fotovoltaico; sugli edifici residenziali no.

Un albergo, che è un'impresa, può accedere con un sistema ibrido o una pompa di calore a gas?

No. Per imprese ed ETS economici non sono incentivabili le tecnologie a gas naturale, come pompe di calore a gas e ibridi a gas: restano le pompe di calore elettriche.

Una pompa di calore certificata solo in bassa temperatura può servire un impianto a radiatori nel Conto Termico?

No. Se è certificata solo a 35/30 °C si usa solo su impianti a bassa temperatura; se è certificata anche a 55/47 °C va bene su entrambi. I radiatori sono riferiti a 55 °C.

Che cosa sono le foto nella pratica del Conto Termico e perché sono critiche?

Sono documentazione obbligatoria: apparecchi, targhe e centrale termica prima e dopo, oltre alle fasi di lavoro. Gli altri errori si possono sanare, le foto mancanti no, e senza di esse la pratica non si chiude.

Quando si può aggiungere una pompa di calore add-on senza sostituire la caldaia?

Quando la caldaia esistente è a condensazione e ha non più di 5 anni. La pompa deve essere aria-acqua o acqua-acqua (aria-aria solo in edifici con vincolo architettonico), con una termoregolazione che ne privilegi il funzionamento e la dichiarazione di compatibilità, o l'asseverazione se i fabbricanti sono diversi.

Come entra lo SCOP nel calcolo dell'incentivo di una pompa di calore?

Ei = Qu × (1 − 1/SCOP) × kp, con kp = ηs / ηs minimo ecodesign: più la macchina supera il minimo ERP, più alto è l'incentivo. Si usa lo SCOP in bassa o media temperatura secondo la temperatura dichiarata dell'impianto.

Retrofit · 1 h 51 min

La sfida del retrofit: impianti a pompa di calore negli edifici esistenti

Ing. Laurent SocalPresidente ANTA, Associazione Nazionale Termotecnici ed Aerotecnici

Il foglio di calcolo presentato da SocalExcel con macro per una prima valutazione della pompa di calore in un edificio esistente, con il calcolo per bin mostrato in sala. Aprilo con Microsoft Excel e abilita i contenuti.
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L’idea da portare con te

Negli edifici esistenti la pompa di calore funziona bene solo con una bassa temperatura di mandata. Prima si riducono i fabbisogni con la coibentazione e il funzionamento continuo, poi si installa una macchina dimensionata giusta, con circuiti semplici e portate equilibrate.

Il ragionamento in 6 passaggi

PassaggioLa domanda da tenere aperta
1. Accertare il carico reale, con la firma energetica dai consumi, e la potenza nominale dei corpi scaldanti installati.Quale temperatura di mandata serve davvero nel mese più freddo?
2. Abbassare la temperatura richiesta: coibentare almeno il tetto e le superfici facili, passare al funzionamento 24 ore su 24, contenere il salto termico.Si scende sotto i 50 °C di mandata in condizioni di progetto?
3. Verificare la convenienza di esercizio con il COP di equivalenza economica e, per l'ibrido, la temperatura di commutazione.Con questi prezzi di gas ed elettricità, sotto quale temperatura esterna conviene la caldaia?
4. Dimensionare la pompa di calore con il calcolo per bin, senza sovradimensionare.Quale quota del fabbisogno copre la macchina scelta e con quale temperatura di bivalenza?
5. Progettare circuiti e portate: solo circuiti diretti a due vie, impianto bilanciato, portata nel generatore non inferiore a quella dell'impianto.Dove rischio una miscelazione, voluta o involontaria?
6. Prevedere accumulo tecnico, spazi, rumore e allacciamento elettrico, e verificare che l'edificio meriti l'investimento.Dove vanno unità esterna e accumuli, e quale potenza elettrica serve?

9 schede per ritrovare il ragionamento

01 · Il quadro

Case green e pompa di calore: perché è una sfida

La direttiva chiede di rinnovare tutto il parco edilizio; la pompa di calore chiede condizioni di lavoro precise.

Cosa chiede la direttiva

Secondo la Direttiva 2024/1275 (EPBD recast, «case green») entro il 2050 tutti gli edifici in Europa dovrebbero essere a emissioni zero. Per gli edifici esistenti questo significa, con il tempo:

  • coibentare l'involucro (cappotto e serramenti) evitando i ponti termici;
  • installare la ventilazione meccanica, per la qualità dell'aria interna e per ridurre ancora i fabbisogni;
  • passare al riscaldamento a pompa di calore;
  • aggiungere fotovoltaico e automazione per ottimizzare il funzionamento.

Socal ha indicato di cominciare dalla coibentazione (e dalla VMC quando si cambiano le finestre): l'uso di fonti fossili cala subito, anche con la caldaia, e la pompa di calore diventa molto più piccola, con meno costo, allacciamento elettrico, spazio, rumore e refrigerante. In più la coibentazione rende «a bassa temperatura» gli impianti a radiatori esistenti.

A che punto sono i piani nazionali

Entro il 31/12/2025 gli Stati membri dovevano presentare i piani di ristrutturazione del patrimonio edilizio nazionale. Al 12 ottobre 2026 sul sito della Commissione europea ne risultavano 19, uno dei quali regionale (Vallonia). Alcuni esempi citati:

  • Vallonia (3,7 milioni di abitanti, parco edilizio vecchio e paragonabile a quello italiano): spesa prevista di 140 miliardi, che riportati all'Italia sarebbero 2200 miliardi, con obblighi di intervento drastici per proprietari e nuovi acquirenti;
  • Danimarca (6 milioni di abitanti): 12 miliardi per un parco edilizio quasi doppio, mediamente in classe C perché ben costruito e coibentato da tempo, con biogas per le caldaie residue;
  • Bulgaria: tasso di occupazione degli edifici vicino al 50%.

Restano aperti i nodi delle risorse economiche, umane e materiali (rinnovare il 4% degli edifici ogni anno), di chi debba intervenire per primo nel residenziale e di cosa succederà agli edifici non adeguati in tempo.

La pompa di calore in due parole

Tolti gas, gasolio e GPL, per il comfort degli edifici resta soprattutto l'energia elettrica, quindi la pompa di calore. È una macchina potenzialmente molto efficiente ma estremamente sensibile alle condizioni di funzionamento:

  • il COP dipende dalla differenza fra le temperature delle sorgenti: ogni grado in più costa dal 2 al 3% di rendimento, ogni grado in meno della sorgente fredda dal 2 al 3% di potenza;
  • serve un impianto a bassa temperatura di mandata;
  • non si possono avere potenze elevate: l'acqua calda sanitaria si fa solo con accumulo;
  • il sovradimensionamento è molto dannoso (costo, efficienza, durata, rumore, allacciamenti, refrigerante);
  • non basta progettare bene: la messa a punto deve essere accurata e l'utente va informato su come usare l'impianto.

L'obiettivo è il COP stagionale in esercizio

Lo SCOP è un dato di prodotto, non dell'edificio. Quello che conta è il COP stagionale nelle condizioni medie di esercizio, calcolato correttamente con la UNI/TS 11300; per valutazioni preliminari si possono usare fogli semplificati con calcolo per bin. Dal COP dipende anche la prestazione economica che interessa al committente. Punti di attenzione: temperatura di mandata, frequenza delle accensioni ON-OFF ai bassi carichi, uso delle ore più favorevoli per fotovoltaico e tariffe di rete.

I criteri di progetto (prEN 15450)

La norma europea sulla progettazione degli impianti a pompa di calore, in revisione, elenca gli aspetti da passare in rassegna uno per uno: sorgente fredda e pozzo caldo, potenza dei corpi scaldanti, circuiti idraulici e portate lato impianto e lato pompa di calore, potenza della macchina, volume d'acqua disponibile, spazio per i componenti, acqua calda sanitaria e servizi a temperature diverse o contemporanei, impatti ambientali (refrigerante, rumore, perforazioni, prodotti chimici), sicurezza legata al refrigerante, allacciamento elettrico, qualità dell'acqua.

Molti di questi aspetti con la caldaia erano scontati. L'allacciamento elettrico è un esempio: in un edificio esistente portato al trifase la potenza si divide sulle tre fasi e, se i carichi non sono bilanciati, su ciascuna resta poco margine.

02 · Sorgente e terminali

Quale sorgente fredda, quali corpi scaldanti

Nella maggior parte dei casi la sorgente è l'aria esterna; il lavoro vero è sui radiatori esistenti.

SorgentePunti a favoreLimitiDiffusione
Aria esternaSempre disponibile, economicaTemperatura bassa e variabile, rumoreUsuale
Terreno, scambiatore orizzontaleTemperatura più stabile dell'ariaCosto e spazio per lo scambiatore, sensibile al climaCostoso
Terreno, scambiatore verticaleTemperatura più stabile dell'aria, utile anche per raffrescamento e free-coolingCosto e spazio per la trivellazione, incertezza sulla prestazione a lungo termine, autorizzazioni (perforazione delle falde)Costoso
Acqua di faldaTemperatura costante tutto l'anno, utile anche per raffrescamento e free-coolingDisponibilità locale, costo di sollevamento e pompaggio, autorizzazioni per prelievo e restituzione, qualità dell'acqua e filtrazioneNicchia
Acqua superficialeTemperatura poco variabile, utile anche per raffrescamento e free-coolingDisponibilità localizzata, filtrazione, costo di pompaggioNicchia

I corpi scaldanti

  • Pannelli radianti: intrinsecamente a bassa temperatura di mandata, tecnologia consolidata.
  • Radiatori in edifici nuovi: si dimensionano sulla temperatura di mandata voluta, per esempio 40 °C.
  • Radiatori in edifici esistenti, il grosso del lavoro: la mandata richiesta dipende dal carico e dalla grandezza dei radiatori installati. Va verificato il tipo di collegamento (monotubo, bitubo) e vanno valutati il funzionamento continuato e la coibentazione. Le valvole termostatiche sono comode ma richiedono salti termici alti. Sostituire i radiatori con pannelli radianti è un'opera invasiva e può richiedere comunque la coibentazione.
  • Ventilconvettori, anche canalizzati: la soluzione per il raffrescamento e quando non si può coibentare né installare pannelli.
  • Impianti misti, con più livelli di temperatura: separare i circuiti e scegliere fra funzionamento alternato, macchine distinte o un diverso sistema di generazione.
  • Impianti ad aria: soprattutto per edifici nuovi, perché servono carichi molto bassi.

Percorrere tutto l'impianto

L'analisi va fatta seguendo l'impianto dai terminali al generatore: corpi scaldanti raggruppati in zone, circuiti di distribuzione, collettori, circuiti di generazione, generatori.

03 · Temperatura di mandata

Il radiatore: quanto è grande e quanto deve dare

La potenza nominale dice solo la grandezza del radiatore; la mandata dipende dal carico che gli si chiede.

GrandezzaCondizioni nominaliCondizioni effettive (esempio)
Potenza emessa1000 W400 W
Temperatura di mandata80 °C50 °C
Temperatura di ritorno60 °C40 °C
Salto termico mandata/ritorno20 °C10 °C
Portata43 l/h34 l/h
Temperatura media del radiatore70 °C45 °C
Salto termico lato aria (ambiente a 20 °C)50 °C25 °C

La relazione che governa il radiatore

La potenza emessa dipende dalla temperatura media del corpo scaldante: P = Pnom · ((Tmed − Tamb) / ΔTref)^n, con n = 1,3 per i radiatori e circa 1,13 per i pannelli. L'unico dato che resta uguale in ogni condizione è la potenza nominale, cioè la «grandezza» del radiatore.

Sull'esistente si ragiona così: un radiatore da 1000 W nominali (Δθ 50 °C) che deve erogare 800 W richiede Δθ = 42 °C, cioè 62 °C di temperatura media. Sul nuovo si fa il contrario: se servono 400 W con Δθ = 25 °C, occorre un radiatore da 1000 W nominali.

Cosa determina la temperatura richiesta

  • Potenza installata: dati di catalogo CE (Δθ 50 °C) o rilievo UNI 10200 (Δθ 60 °C).
  • Carico termico reale: da calcolo o, sull'esistente, meglio dai consumi storici, perché le stratigrafie sono spesso un'incognita.
  • Orari: passare al funzionamento continuo, salvo ragioni precise come fotovoltaico o tariffe orarie molto differenziate. Passando da 14 a 24 ore, la differenza di temperatura richiesta fra radiatore e ambiente scende da 60 a 40 °C (o da 50 a 33 °C).
  • Isolamento: le pareti passano da una trasmittanza di 0,8…1,5 a 0,2…0,3 W/m²K e la potenza richiesta si riduce di un fattore circa 4; va verificato che l'effetto sia simile in tutti i locali, altrimenti si correggono alcuni radiatori.

Indicativamente la mandata non dovrebbe superare i 50 °C in condizioni di dimensionamento.

Dalla temperatura media alla mandata

La mandata richiesta è la somma di due parti: A, la temperatura media, che dipende dal rapporto fra potenza da emettere e grandezza del radiatore; B, metà del salto termico mandata/ritorno. Nell'esempio della slide, con media 45 °C e salto di 10 °C servono 50 °C; con media 33 °C e salto di 8 °C ne bastano 37.

Per questo conviene contenere i salti termici, cioè aumentare le portate, entro i limiti di rumore e consumi di pompaggio: come ordine di grandezza, 5-8 °C sui pannelli e una decina di gradi sui radiatori. Il dimensionamento dei corpi scaldanti si fa con il carico termico; la verifica della mandata effettiva con i calcoli di prestazione energetica.

Monotubo e riduzione della mandata

Con un impianto monotubo il salto termico negli anelli è tipicamente di 15…20 °C e l'ultimo radiatore dell'anello è fortemente penalizzato se si abbassa la mandata. Le strade sono rifare la distribuzione, aumentare i radiatori (con il vincolo della posizione della valvola) o coibentare decisamente l'edificio, verificando numero di radiatori e potenza di ciascun anello.

In generale, abbassando la mandata la potenza disponibile cala in fretta: con 50 °C di mandata un impianto a radiatori rende il 30…48% della potenza nominale, a seconda che lavori a portata costante o a salto termico costante e con salto nominale di 10 o 20 °C. È importante non eccedere con il salto termico mandata/ritorno.

In pratica

Verificate i consumi annui, ricavate potenza media e massima con la firma energetica e confrontatele con la potenza dei radiatori installati (rilievo UNI 10200).

04 · Convenienza e calcolo

COP di equivalenza, ibrido e calcolo per bin

Quando conviene la pompa di calore, quando la caldaia, e come stimarlo rapidamente. Il bin è una classe di temperatura esterna.

Il COP di equivalenza economica

Dati i prezzi di gas ed elettricità, esiste un COP sopra il quale la pompa di calore costa meno della caldaia: COPeq = prezzo dell'elettricità (€/kWh) × PCI del gas (kWh/Sm³) × rendimento della caldaia / prezzo del gas (€/Sm³).

Rendimento caldaiaPCI gasPrezzo gasPrezzo elettricitàCOPeq
96%9,6 kWh/Sm³0,60 €/Sm³0,25 €/kWh3,84
96%9,6 kWh/Sm³0,80 €/Sm³0,15 €/kWh1,728

L'equivalenza energetica è facile: con i fattori di energia primaria non rinnovabile di elettricità (1,95) e gas (1,05) il COP di equivalenza è intorno a 2, e una pompa di calore raramente scende sotto. La sfida è economica. In Italia i prezzi di gas ed elettricità variano in modo simile e la tabella della slide 24 riporta il COPeq per ogni combinazione: con i prezzi degli ultimi anni l'equivalenza si colloca più o meno fra 2 e 3. Per questo conviene far lavorare la macchina nella zona alta del COP.

Ibrido: quando commutare

  • Si fissa il COP di equivalenza economica sul grafico del COP della pompa di calore.
  • Per ogni temperatura di mandata si legge la temperatura esterna a cui la curva incrocia quel COP (nell'esempio, con mandata a 30 °C, −8 °C).
  • Si traccia la curva delle mandate di equivalenza in funzione della temperatura esterna e la si incrocia con la curva climatica dell'edificio: l'intersezione è la temperatura di commutazione teorica.

Idealmente non serve il funzionamento contemporaneo: conviene o la pompa di calore o la caldaia. Ci può essere una zona grigia se le due macchine sono collegate in serie. Sbagliare di uno o due gradi non cambia molto, perché attorno a quel punto i costi si equivalgono.

Il foglio di calcolo per bin

Che cos’è un bin. È una classe di temperatura esterna, qui larga 1 °C: per ciascuna si contano le ore della stagione e si moltiplicano per la potenza richiesta dalla firma energetica, così si ottiene il fabbisogno da coprire a ogni temperatura (slide 27).

Socal ha mostrato un foglio di calcolo che segue il ragionamento della UNI/TS 11300 con bin stagionali di 1 °C invece che mensili. Il percorso:

  • dati climatici orari (UNI 10349 o misurati, per esempio dalle centraline regionali);
  • firma energetica dell'edificio da consumi, da calcolo o da tre punti noti (temperatura di progetto, potenza, temperatura di annullamento del carico); dai consumi si tolgono quelli non di riscaldamento, letti in estate;
  • dati dei corpi scaldanti, da cui esce la curva climatica richiesta;
  • fabbisogno di acqua calda sanitaria, con le perdite della distribuzione finale e del ricircolo;
  • scelta della pompa di calore, con copertura del fabbisogno e temperatura di bivalenza;
  • prezzi e fattori dei vettori energetici, temperature di equivalenza economica e scelta dei cut-off di pompa di calore, resistenze e caldaia.

Serve per valutazioni rapide prima del progetto; il risultato definitivo si rifà con un calcolo completo.

Configurazione (stesso edificio, 25.492 kWh)Costo annuoEnergia primaria non rinnovabileCO2COP complessivo
Ibrido con cut-off ottimizzato (77% pompa di calore, 22% caldaia, 1% resistenze)2.970 €18.295 kWh2.515 kg3,20
Tutto elettrico (93% pompa di calore, 7% resistenze)3.399 €18.940 kWh2.088 kg2,62
Tutto gas (caldaia)3.596 €27.882 kWh5.311 kg—

05 · Circuiti e bilanciamento

Circuiti utenti: guidare senza freni

Con la pompa di calore si usa solo il circuito diretto con valvola a due vie, e l'impianto va ribilanciato a ogni intervento sull'involucro.

Socal ha usato l'immagine dell'auto: la temperatura di mandata è l'acceleratore, e con la pompa di calore schiacciarlo costa; la riduzione di portata e la miscelazione sono freni. Un impianto efficiente regola la mandata con la curva climatica il più vicino possibile a quanto serve e frena il meno possibile.

CircuitoCome lavoraCon la pompa di calore
DirettoMassima semplicità; si agisce solo sulla temperatura del generatore e sulla portata; risposta non lineare: a potenza ridotta la portata crollaAdatto: la temperatura prodotta arriva al corpo scaldante
MiscelatoRichiede pompa dedicata, valvola e servomotore; abbassa la mandata rispetto al generatoreDa non usare: la miscelazione distrugge inutilmente il lavoro della pompa di calore; accettabile con le caldaie
A by-passValvola e servomotore; stessa temperatura del generatore, portata variabile nel terminaleDa non usare negli impianti efficienti: fa circolare acqua inutilmente e aumenta le dispersioni del ritorno

UTA, batterie e ventilconvettori

  • Sulle UTA il circuito a by-pass è ancora molto usato. La UTA lavora a portata variabile e temperatura costante: conviene una valvola a due vie con una pompa a pressione costante, che fa risparmiare energia elettrica e dispersioni del ritorno.
  • Per trasformare un by-pass in un circuito a due vie non basta chiudere la terza via: la pompa va sostituita con una elettronica correttamente parametrizzata e, nella grande maggioranza dei casi, va cambiata anche la valvola, perché le tre vie (specie quelle a settore) hanno trafilamenti elevati e non controllano le portate minime.
  • Nel ventilconvettore la potenza si regola con la velocità della ventola; di regola si lavora a portata costante ed è bene intercettare l'acqua a ventola ferma, per non far circolare portata inutile. Il circuito è adatto alla pompa di calore; è il ventilconvettore a essere al limite in riscaldamento.

Bilanciare vuol dire tre cose

  • immettere il calore dove serve;
  • distribuire i corpi scaldanti in base alle dispersioni dei locali;
  • distribuire le portate d'acqua in base alle potenze dei corpi scaldanti.

Ogni coibentazione, anche parziale, cambia il peso relativo delle dispersioni fra i locali: coibentare significa anche sbilanciare l'edificio rispetto all'impianto esistente. È una verifica da fare locale per locale. La tabella riporta, per l'appartamento d'esempio, il rapporto fra potenza dei radiatori e carico di ogni locale; i radiatori sono stati ridistribuiti, in economia, in funzione dello stato finale.

LocaleElementi (prima → dopo)InizialeSottotetto coibentatoCon cappotto
Bagno8 → 80,650,821,77
Cucina20 → 181,031,232,76
Sala12 → 121,112,083,72
Camera 120 → 121,501,592,93
Camera 212 → 121,282,234,54
Camera 324 → 181,221,353,36
Totale96 → 801,031,362,67

Bilanciamento idraulico

Con rami in parallelo, ciascuno con valvola di regolazione a due vie e valvola di bilanciamento statica: si aprono al 100% tutte le valvole di regolazione, si lascia completamente aperta la valvola di bilanciamento del ramo più sfavorito, si regolano le altre fino al giusto rapporto fra le portate e infine si porta la pompa alla pressione minima che dà le portate corrette; rallentando la pompa i rapporti fra le portate non cambiano. Il bilanciamento si fa alla potenza e portata massime; ai carichi parziali ci pensano le valvole di regolazione.

Conclusione sui circuiti utenti

Solo circuiti diretti con valvola a due vie, che a portata variabile hanno anche i minimi consumi elettrici ausiliari. Niente miscelati con le pompe di calore, niente by-pass in generale: per le variazioni di portata ci sono le pompe elettroniche, purché si sappiano impostare. Gli impianti si bilanciano prima termicamente e poi idraulicamente sul carico massimo; nel funzionamento quotidiano il bilanciamento è affidato alle valvole di regolazione della temperatura ambiente.

06 · Portate

Portata minima e miscelazione involontaria

La pompa di calore vuole portata abbondante; l'impianto non deve averne più del generatore.

Perché serve una portata minima

Lato acqua del condensatore (o dell'evaporatore) la portata non si può ridurre: cala il coefficiente di scambio per la minore velocità, aumentano i salti termici e diminuisce la potenza massima trasportabile. Il flussostato della macchina è lì per controllarla. Attenzione alle perdite di carico del condensatore, spesso elevate, e ai raccordi del circuito primario: curve del multistrato piegate o con raccordo a gomito, raccordi a passaggio totale.

Collegamento diretto e valvola di sfioro

Nel circuito di generazione diretto la portata del generatore è vincolata a quella dell'impianto: quando valvole termostatiche o di zona chiudono, servono dispositivi che garantiscano il minimo. La valvola di sfioro però funziona solo con una pompa a giri fissi: con una pompa a pressione costante la prevalenza non sale mai e la valvola resta sempre aperta o sempre chiusa. Se proprio serve, meglio un by-pass fisso, eventualmente con valvola on-off.

Circuito a portata indipendente

Con un compensatore idraulico la portata del generatore è svincolata da quella dell'impianto e il minimo si può garantire. La condizione è che la portata nella pompa di calore sia maggiore o uguale a quella nell'impianto. Per controllarlo bastano le temperature.

Rapporto fra le portateCosa si vedeEffetto
Portata nel generatore maggiore che nelle utenzeCoincidono le temperature di mandata; il compensatore si riempie di acqua caldaLa mandata all'impianto è proprio quella che serve: corretto
Portata nelle utenze maggiore che nel generatoreCoincidono le temperature di ritorno; il compensatore diventa freddo al centroMiscelazione involontaria: cala il COP o manca il riscaldamento; in raffrescamento cala l'EER o manca la deumidificazione

Inversione estate-inverno e collegamento diretto

Se l'accumulo è collegato in parallelo e si deve passare dal caldo al freddo, per evitare l'inversione della stratificazione basta fare i «T» all'esterno del volume, almeno sulla mandata: i due collegamenti sono idraulicamente equivalenti, ma i T esterni impediscono la miscela del fluido in arrivo dal lato a portata maggiore. Il tratto di collegamento deve avere un diametro adeguato.

Il collegamento diretto è possibile in un caso particolare: piccolo impianto a pannelli radianti, senza intercettazioni sui singoli circuiti, con un unico termostato ambiente che comanda la marcia. L'accumulo di calore nei pannelli e nelle strutture tiene bassa la frequenza delle accensioni.

Le portate, in sintesi

Nell'impianto la portata dovrebbe essere alta per ridurre il salto termico negli emettitori e quindi la mandata; ma se supera quella del generatore si ha miscelazione involontaria, e più portata vuol dire più consumi di pompaggio. Quindi: salti termici bassi ma ragionevoli, perdite di carico limitate, portate massime ben equilibrate (non bilanciate «all'italiana» per sovraportata), circuiti a due vie per lavorare a portata variabile, portata abbondante nella pompa di calore.

07 · Servizi e taglia

Temperature diverse, acqua calda e sovradimensionamento

Non miscelare, e scegliere la taglia sui consumi reali più che sul carico di progetto.

Servizi a temperature diverse

Con due servizi a temperature diverse (riscaldamento e acqua calda sanitaria, due zone, impianti misti) non si dovrebbe miscelare: si sceglie fra funzionamento alternato e due pompe di calore dedicate, in serie o in parallelo.

  • Caso tipico, pannelli scarsi in bagno e scaldasalviette: la soluzione energeticamente migliore, dove praticabile, è far lavorare lo scaldasalviette a bassa temperatura insieme al pannello, con valvola termostatica, come sola integrazione. La resistenza elettrica nello scaldasalviette è energeticamente scorretta ma semplice ed efficace.
  • Edificio con zone importanti a pannelli e a radiatori: si è costretti a miscelare, e allora bisogna abbassare il più possibile la temperatura del circuito più caldo, aumentando orari di funzionamento e superfici di scambio.

Acqua calda sanitaria

Con un'unica macchina, la pompa di calore lavora alternativamente in riscaldamento (25…35 °C) e in produzione di acqua calda sanitaria (oltre 50 °C): attenzione alla portata minima. Il circuito semplice con accumulo in parallelo garantisce anche il volume d'acqua necessario. L'alternativa sono pompe di calore dedicate ai due servizi: nessuna interruzione di riscaldamento o raffrescamento e nessun circuito di commutazione per collegare il bollitore all'impianto principale.

AspettoPompa di caloreCaldaia a condensazione
Efficienza energeticaUna taglia in più causa molta intermittenza, che riduce molto l'efficienzaUna taglia in più può essere perfino benefica; serve un sovradimensionamento molto elevato per intaccare l'efficienza
Costo di investimentoCosto al kW ancora molto elevato, forte incidenza sul totaleCosto al kW moderato, poca incidenza
AllacciamentiPotenze elevate impegnative e in concorrenza con altri usiFacile ottenere potenze elevate con il gas
Durata di vitaL'intermittenza riduce la vita del compressoreNessun impatto significativo
IngombriCrescono unità esterna e accumulo minimo di acqua tecnicaPoco impatto
RumoreAumenta la rumorosità esternaPoco influente
SicurezzaLa quantità di refrigerante comporta obblighi amministrativi (F-gas), manutentivi e di sicurezza (volume dei locali)Alcune soglie di potenza comportano oneri per la sicurezza (INAIL, VVF)

Come dimensionare la pompa di calore

  • Carico termico: considera solo le dispersioni, senza apporti, quindi il sovradimensionamento è garantito. Richiede il rilievo dell'intero edificio, con stratigrafie incerte, ma serve locale per locale per equilibrare l'impianto.
  • Firma energetica di progetto (consumi calcolati): dimensionamento più corretto, ma dà solo la taglia del generatore, non dei singoli corpi scaldanti.
  • Firma energetica da consumi misurati: dimensionamento più corretto; resta l'incertezza su quanto l'uso passato rappresenti quello futuro.
  • Metodi dinamici orari: valutano anche la potenza di ripresa, ma sono molto sensibili ai dati su apporti solari e interni.

La regola rapida

Per ogni 1000 Sm³ di gas consumati all'anno servono circa 7 kW su 14 ore di funzionamento o 4,5 kW su 24 ore. Esempio: 5000 Sm³ all'anno danno 35 kW su 14 ore e 22,5 kW su 24 ore. È un'ottima prima stima, in genere sufficiente per la caldaia di ricambio, da affiancare a metodi non fondati sui consumi come verifica.

08 · Accumulo, spazi, rete

Accumulo tecnico, spazi e allacciamento elettrico

Limitare le accensioni, trovare posto ai componenti, verificare la potenza disponibile.

Dimensionare l'accumulo tecnico

Nelle pompe di calore aria-acqua il volume minimo d'acqua serve per lo sbrinamento e soprattutto per limitare la frequenza delle accensioni. L'accumulo sensibile sfrutta il calore specifico dell'acqua, 1,16 kWh/(m³·°C). Il calcolo proposto:

  • non più di un avviamento ogni 15 minuti;
  • potenza minima di funzionamento continuo, valutata in condizioni primaverili: per esempio 9 kW × 0,3 = 2,7 kW;
  • energia in un ciclo di 15 minuti: 0,25 h × 2,7 kW = 0,68 kWh;
  • isteresi scelta: 2 °C;
  • volume = 0,68 kWh / (1,16 × 2 × 2 × 2) ≈ 73 litri.

I tre fattori 2 sono l'isteresi, il ciclo completo (una salita e una discesa) e la condizione più critica, quando il carico è metà della potenza minima. Per una villetta l'ordine di grandezza è un centinaio di litri o poco meno. Il volume deve essere sempre disponibile alla pompa di calore, senza intercettazioni: per questo si può usare il compensatore come accumulo.

L'intermittenza nelle norme

Che il funzionamento ON-OFF riduca molto il COP è noto, ma mancano dati normati: le prove EN 14511 sono a potenza costante; con la EN 14825, quando il carico di prova è sotto il minimo di modulazione, si prova alla minima potenza continua e si corregge con una formula standard. È in sviluppo un metodo di prova con intermittenza (load based testing), che dovrà specificare anche l'intervallo fra le accensioni; in ambito CTI si valuta una correzione del fattore di carico che tenga conto del volume di accumulo.

Lo spazio

Le caldaie sono passate dal basamento al muro, fino all'incasso o al terrazzo; una caldaia con acqua calda istantanea sta in un modulo da cucina. Con la pompa di calore bisogna trovare posto per l'accumulo di acqua calda sanitaria (150…300 litri), l'accumulo di acqua tecnica (50…100 litri), l'unità interna e l'unità esterna, non troppo lontano dal punto di partenza originario dell'impianto.

AllacciamentoLimite indicativo
BT monofase6 kW (eccezionalmente 10 kW = 45 A)
BT trifase100 kW; da 60 kW si chiedono verifiche, da 15 kW ci sono penalità per carico reattivo
MT trifaseOltre 100 kW, con cabina elettrica MT/BT privata dell'utente

Il carico passa dalla rete gas a quella elettrica

Con la pompa di calore il carico che era sulla rete gas passa su quella elettrica. In condominio può voler dire passare al trifase, costruire la linea e rinforzare il trasformatore MT/BT, con il problema dello spazio. Lo stesso tema si pone con gli obblighi per le prese di ricarica dei veicoli elettrici: occorre pensare non solo al passaggio dei cavi ma anche al locale per il trasformatore e all'allacciamento in media tensione.

09 · Caso e conclusioni

Un appartamento da riqualificare e cosa ci aspetta

Senza coibentazione la pompa di calore non basta; con il cappotto anche i vecchi radiatori diventano a bassa temperatura.

La procedura

  • verificare la potenza nominale dei corpi scaldanti installati;
  • verificare le condizioni di funzionamento attuali;
  • verificare se è possibile coibentare l'edificio;
  • valutare il funzionamento 24 ore su 24 anziché 14;
  • decidere come trattare eventuali corpi scaldanti non omogenei;
  • verificare la temperatura di mandata ottenibile, con attenzione ai parametri di calcolo della UNI/TS 11300;
  • trovare il posto per la pompa di calore e per l'accumulo di acqua calda sanitaria;
  • procedere con il resto del dimensionamento e della progettazione.
StatoCarico termicoMandata a gennaioConsumo per riscaldamentoRendimento o COPClasse
Iniziale15 kW69,0 °C3600 Sm³ di metano0,91G
Sottotetto coibentato, caldaia a condensazione8,3 kW46,2 °C1500 Sm³ di metano0,92F
Sottotetto coibentato, pompa di calore da 6 kW8,3 kW44,0 °C3750 kWh elettrici3,7C
Cappotto e finestre, pompa di calore4,2 kW32,0 °C1033 kWh elettrici4,75A3

Nello stato iniziale (mattoni pieni, soffitto verso il sottotetto in 25 mm di eraclit con trasmittanza 2,9 W/m²K, finestre in legno a vetro singolo, 100 m², radiatori per circa 14 kW nominali) la mandata richiesta era troppo alta: anche con la potenza necessaria la pompa di calore si sarebbe bloccata, e i pannelli radianti non erano proponibili. Con 20 cm di lana di roccia nel sottotetto (trasmittanza 0,197 W/m²K) la mandata massima scende sotto i 50 °C: funzionamento non ideale ma accettabile anche in pompa di calore. Tutti i risultati sono senza fotovoltaico.

Prima di coibentare

L'edificio durerà abbastanza da ammortizzare l'intervento? Nel caso: muratura in due corsi di mattoni pieni (26 cm), travi del tetto in legno sane, impianto elettrico e antenna da rifare. Nel posare l'isolante attenzione alla condensa sulle travi e ai ponti termici degli «appendini». Per l'installazione: unità esterna in posizione obbligata sopra la scala, con attenzione al rumore verso i vicini; pompa di calore, accumuli e lavatrice in due colonne ai lati di un divisorio, sfruttando i mobili bassi della cucina, con attenzione al rumore interno.

In sintesi, per l'edificio singolo come per il condominio

  • Senza coibentazione (salvo casi particolari, come pannelli radianti già presenti) non si può funzionare solo in pompa di calore: temperatura dell'impianto, COP basso, potenza dell'allacciamento.
  • Dopo una coibentazione parziale, almeno il tetto e le pareti «facili», le condizioni possono diventare accettabili anche con radiatori di dimensioni ragionevoli.
  • Dopo la coibentazione completa anche un impianto a radiatori esistente diventa a bassa temperatura e la potenza richiesta si riduce molto.
  • Quando si cambiano le finestre attenzione alla ventilazione; conviene cambiarle insieme al cappotto, per curare il giunto e ridurre o eliminare il ponte termico.

Ibrido: da dove partire

Su un edificio non coibentato l'ibrido permette di cominciare a usare la pompa di calore mantenendo continuità e copertura del servizio. La pompa di calore va dimensionata molto ridotta, indicativamente il 20…30% della potenza della caldaia: la caldaia di regola è sovradimensionata (150…200% di quanto serve), in pompa di calore non serve più del 50% della potenza richiesta dall'edificio e la si farà lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Funzionerà nelle mezze stagioni e per l'acqua calda estiva; la punta la dà la caldaia. Quando l'edificio sarà coibentato la potenza si ridurrà molto (a 1/3…1/4). Se l'edificio è ben coibentato, la pompa di calore può coprire l'intero carico.

Le conseguenze

La direttiva punta a eliminare i combustibili fossili dai nuovi edifici entro il 2030, dagli esistenti entro il 2040 e dalla produzione dei vettori energetici entro il 2050; i tempi reali saranno probabilmente più lunghi. Sarà coinvolto oltre il 90% degli edifici, con costi di molte decine di migliaia di euro a famiglia, e servono tempo, prodotti e manodopera qualificata. Per i professionisti il passaggio dalla combustione alla pompa di calore, stimato in circa 15 anni, significa che «tutti i bruciatoristi devono diventare frigoristi»: crescono elettronica, automazione e messa a punto, e gran parte della forza lavoro va riqualificata.

La conclusione: prima ridurre i fabbisogni coibentando seriamente, poi installare la pompa di calore e gestire il tutto con una buona automazione, curando ponti termici e ricambio d'aria. Coibentando si riducono subito fabbisogni e consumi di fonti non rinnovabili, si installano macchine più piccole e non serve sostituire i corpi scaldanti né rifare le reti di distribuzione.

Esempi e casi da riascoltare

Il radiatore da 1000 W

Un radiatore da 1000 W nominali (Δθ 50 °C, n = 1,3) che deve erogare 800 W richiede una differenza di 42 °C sull'ambiente, cioè 62 °C di temperatura media: è il ragionamento da fare sull'esistente. Sul nuovo si parte dal carico: per 400 W con temperatura media di 45 °C (Δθ 25 °C) serve un radiatore da 1000 W nominali, alimentato a 50 °C con ritorno a 40 °C.

Ibrido, tutto elettrico o tutto gas

Con il foglio per bin, per un edificio con 25.492 kWh di fabbisogno fra riscaldamento e acqua calda, gas a 1,30 €/Sm³ ed elettricità a 0,35 €/kWh, Socal ha confrontato tre gestioni. Con i cut-off ottimizzati l'ibrido costa 2.970 € l'anno, la soluzione tutta elettrica 3.399 €, quella tutta a gas 3.596 €. Passando al solo gas energia primaria ed emissioni crescono moltissimo (27.882 kWh e 5.311 kg di CO2), mentre il costo resta non troppo lontano.

Scaldasalviette: resistenza, miscelatrice o bassa temperatura

Impianto a pannelli con radiatori nei bagni, fabbisogno di 7519 kWh, bagni al 10% dei consumi. Con resistenze elettriche in bagno e curva climatica fino a 32 °C: COP complessivo 3,45 e 762,90 € l'anno. Con valvola miscelatrice e curva fino a 50 °C: COP 3,60 e 731,34 €. Con pannelli e scaldasalviette tutti in diretta: COP 4,55 e 577,88 €. Le prime due soluzioni si equivalgono: va verificato caso per caso.

73 litri di accumulo e la verifica su un impianto reale

Il calcolo per una macchina che al minimo eroga 2,7 kW dà circa 73 litri, con il caso più critico quando il carico è 1,35 kW, metà del minimo. Su un impianto reale con pompa di calore da 8 kW (A7W35), potenza minima circa 3 kW, 100 litri di accumulo e 250 litri fra radiatori e tubazioni, le letture giornaliere hanno dato un intervallo medio minimo fra le accensioni di 13 minuti, vicino ai 15 ipotizzati.

Appartamento all'ultimo piano, dal tetto al cappotto

Appartamento di 100 m² all'ultimo piano di un edificio in mattoni pieni, con caldaia di tipo C e radiatori per circa 14 kW nominali. Coibentando il sottotetto con 20 cm di lana di roccia il carico passa da 15 a 8,3 kW e la mandata di gennaio da 69 a 46,2 °C; con una pompa di calore da 6 kW il COP è 3,7. Con cappotto e finestre il carico scende a 4,2 kW, la mandata a 32 °C e il COP sale a 4,75.

Domande di ripasso

Prova a rispondere prima di aprire la risposta. Ogni risposta rimanda alla slide o al punto del video in cui se ne parla.

Quanto costa ogni grado in più di differenza fra le temperature delle sorgenti?

Dal 2 al 3% di rendimento; ogni grado in meno della sorgente fredda costa dal 2 al 3% di potenza.

Quale dato di un radiatore resta invariato quando cambia il regime di funzionamento?

Solo la potenza nominale, cioè la sua grandezza; temperature, portata e potenza effettiva cambiano.

Da quali due componenti è formata la temperatura di mandata richiesta?

Dalla temperatura media del radiatore, che dipende dal rapporto fra potenza da emettere e grandezza del radiatore, più metà del salto termico mandata/ritorno.

Come si calcola il COP di equivalenza economica e quanto vale con gas a 0,60 €/Sm³ ed elettricità a 0,25 €/kWh?

Prezzo dell'elettricità × PCI del gas × rendimento della caldaia / prezzo del gas: con PCI 9,6 kWh/Sm³ e rendimento 96% vale 3,84.

Perché il circuito miscelato non va usato con la pompa di calore?

Perché la valvola miscelatrice è un freno che abbassa la temperatura prodotta dalla pompa di calore, distruggendone inutilmente il lavoro; con le caldaie è accettabile.

Cosa succede se la portata nelle utenze supera quella nella pompa di calore?

Le temperature di ritorno coincidono e si ha miscelazione involontaria: cala il COP o manca il riscaldamento; in raffrescamento cala l'EER o manca la deumidificazione.

Perché una valvola di sfioro non garantisce la portata minima con una pompa a pressione costante?

Perché la prevalenza della pompa non sale mai e la valvola resta sempre aperta o sempre chiusa. Funziona solo con pompa a giri fissi; in alternativa si usa un by-pass fisso, eventualmente con valvola on-off.

Con la regola rapida, quale potenza serve per un edificio che consuma 1000 Sm³ di gas all'anno?

Circa 7 kW con 14 ore di funzionamento, 4,5 kW con 24 ore.

Quanto accumulo tecnico serve a una pompa di calore che al minimo eroga 2,7 kW, con al massimo un avvio ogni 15 minuti e isteresi di 2 °C?

0,68 kWh / (1,16 × 2 × 2 × 2), circa 73 litri, sempre disponibili alla macchina senza intercettazioni.

In un ibrido su edificio non coibentato, come si dimensiona la pompa di calore?

Indicativamente al 20…30% della potenza della caldaia, perché la caldaia è già sovradimensionata e in pompa di calore non serve più del 50% della potenza dell'edificio; la punta resta alla caldaia.

Tecnologie · 58 min

Tecnologie impiantistiche avanzate per la sostenibilità degli edifici esistenti

Ing. Barbara OrlandiniPre-Sales Specialist Italy, Riello

L’idea da portare con te

Per riqualificare gli impianti esistenti servono soluzioni diverse secondo il caso: l'ibrido dove si vuole fare qualcosa in più del cambio di caldaia senza rifare l'impianto, il full-electric dove le condizioni lo permettono. Il risparmio va sempre valutato caso per caso, in funzione di prezzi dell'energia, clima, edificio e impianto.

Il percorso in 5 passaggi

PassaggioLa domanda da tenere aperta
1. Inquadrare l'impianto esistente: terminali, numero di zone, caldaia con acqua calda istantanea, spazi disponibili.Basta affiancare una pompa di calore alla caldaia o si può passare al full-electric?
2. Per l'ibrido, scegliere la logica di gestione: minimo costo o minime emissioni.Nel gestore ci sono i prezzi che il cliente paga davvero?
3. Stimare la convenienza con prezzi reali e confrontarla con la semplice caldaia a condensazione.Quanto pesa il prezzo del gas sul risparmio atteso?
4. Per le potenze maggiori, valutare la cascata di pompe di calore o il sistema ibrido PRO con caldaie da centrale termica.Il committente può accedere al Conto Termico con un ibrido?
5. Abbinare il fotovoltaico e usare la documentazione disponibile per schemi e pratiche.Il pacchetto scelto con le tabelle regge la verifica del progetto?

7 schede per ritrovare il ragionamento

01 · Adapto Hybrid

Un ibrido compatto per sostituire la caldaia

Pensato per l'impianto più diffuso: radiatori, una sola zona, caldaia che fa anche l'acqua calda istantanea.

Riello Adapto Hybrid è un sistema ibrido residenziale factory-made pensato per riqualificare gli impianti forse più diffusi: impianti a radiatori a zona unica alimentati da una caldaia che produce anche l'acqua calda sanitaria istantanea, in unità immobiliari attorno ai 90-120 m². L'idea è fare qualcosa in più del semplice cambio di caldaia, con un intervento semplice e poco invasivo.

ComponenteModelloCaratteristiche mostrate
Pompa di calore idronicaRiello Adapto 3.5 e 5.0R32; installabile in balcone o a parete con staffe, come l'unità esterna di un climatizzatore; la 3.5 misura 555 × 770 × 305 mm (H × L × P) e pesa 28 kg, la 5.0 è di poco più grande e pesa 32 kg
Caldaia murale a condensazioneStart 25 KIS e 30 KISProduzione combinata di acqua calda sanitaria, 25 e 30 kW in sanitario
Kit idraulicoKit idraulico HybridSeparatore idraulico con pompa di rilancio; stessa larghezza e profondità della caldaia (400 × 275 mm); sotto o a fianco della caldaia, entro 15 m
Gestore di sistemaHI, COMFORT T300-HYAlgoritmo e bus proprietari, Wi-Fi integrato; ottimizzazione economica o ecologica

Dove si installa

Caldaia e kit idraulico hanno grado di protezione IPX4D: si possono installare entrambi all'interno, entrambi all'esterno in luogo parzialmente protetto (per esempio sotto un balcone) oppure uno dentro e uno fuori. L'acqua calda sanitaria resta affidata alla caldaia, come nell'impianto precedente: non servono bollitori né valvole deviatrici sanitarie per la pompa di calore.

Cosa dichiara Riello

  • Nel passaggio da caldaia standard ad Adapto Hybrid l'edificio può salire di due classi energetiche, con un risparmio di energia primaria superiore al 50%.
  • Partendo da caldaia standard e radiatori a media temperatura, il risparmio economico indicato va dal 20 al 35%; dipende in modo significativo dal costo dei vettori energetici, oltre che da zona climatica, tipo di impianto, caratteristiche dell'edificio e terminali.
  • Il sistema accede al Conto Termico 3.0 e alle detrazioni fiscali, mentre le caldaie a condensazione «stand-alone» sono escluse da ogni incentivo.

Scarico dei fumi a parete

Trattandosi di un sistema ibrido, la caldaia può scaricare i fumi a parete in deroga all'obbligo di portarli a tetto, nel rispetto delle distanze di sicurezza previste. È utile quando, riqualificando l'impianto, portare i fumi a tetto diventa complicato.

02 · Funzionamento

Pompa di calore e caldaia insieme, con due logiche

La pompa di calore preriscalda, la caldaia completa; l'algoritmo assegna il set-point in base ai costi o alle emissioni.

In riscaldamento

Nel kit idraulico un separatore con pompa di rilancio collega la caldaia in serie alla pompa di calore. La pompa di calore lavora in preriscaldo con un set-point assegnato dall'algoritmo; alla caldaia va il set-point dell'impianto calcolato con la curva climatica, e le spetta lo «sprint» finale quando la pompa di calore non arriva alla temperatura richiesta. I due generatori lavorano contemporaneamente, senza privilegiare l'uno o l'altro.

In raffrescamento

Con terminali a ventilconvettori il sistema può fare anche climatizzazione estiva: raffresca solo la pompa di calore, mentre la caldaia produce solo acqua calda sanitaria. Il cambio estate-inverno si fa dal pannello di comando e l'impiantista deve installare una valvola estate-inverno manuale.

AspettoOttimizzazione economicaOttimizzazione ecologica
ObiettivoSet-point della pompa di calore che minimizza il costo del sistemaSet-point della pompa di calore che minimizza le emissioni di CO2
Dati usatiCosto dell'energia elettrica (€/kWh) e del gas (€/Sm³), COP della pompa di calore, rendimento della caldaiaFattori di emissione di CO2 di elettricità e gas, COP, rendimento della caldaia
Chi imposta i datiL'utente inserisce i prezzi che paga, anche per fasce orarie, dal pannello o dall'appFattori già caricati, modificabili da utente o installatore se cambiano a livello nazionale

Le altre grandezze (temperatura esterna, temperatura di mandata, COP, rendimento della caldaia) sono acquisite dall'algoritmo. Il calcolo è dinamico: viene ripetuto con una frequenza impostabile da parametro (tempo di esecuzione dell'algoritmo) per inseguire il punto di minimo costo o di minime emissioni al variare delle condizioni. I prezzi precaricati non coincidono per forza con quelli pagati dal cliente: per lavorare correttamente in modalità economica vanno aggiornati. Secondo le slide, la modalità ecologica è assimilabile al calcolo di certificazione energetica.

Gestione da remoto

Il gestore HI, COMFORT T300-HY ha il Wi-Fi integrato: il cliente sceglie la modalità dal pannello o dall'app, monitora il sistema e modifica anche da remoto i parametri dedicati all'utente.

03 · Convenienza e incentivi

Quanto si risparmia e con quali incentivi

Il risparmio dipende dai prezzi dell'energia, dal clima e dall'impianto: va valutato caso per caso.

La simulazione su Milano

Con un tool sviluppato dalla ricerca e sviluppo Riello, che usa lo stesso algoritmo del gestore, è stata simulata la convenienza su un appartamento di 120 m² a Milano, preso come città campione per il Nord: non isolato, radiatori a punto fisso a 65 °C, contatore da 4,5 kW, consumo con caldaia standard di 6,71 MWh (699 m³ di metano). Prezzi: le migliori offerte del portale ARERA per quei consumi, 0,32 €/kWh e 1,35 €/Sm³. Con la riqualificazione l'impianto lavora con curva climatica 60-35 °C. I costi riguardano il solo riscaldamento degli ambienti.

SoluzioneCosto annuo del riscaldamento
Caldaia standard (esistente)944,71 €
Caldaia a condensazione850,01 €
Adapto Hybrid, ottimizzazione ecologica783,09 €
Adapto Hybrid, ottimizzazione economica710,05 €

In modalità economica Adapto Hybrid costa circa 235 € l'anno meno della caldaia standard; la sola sostituzione con una caldaia a condensazione fa risparmiare meno di 100 €. Al Nord, con temperature medie più rigide, la differenza fra modalità economica ed ecologica è più marcata; nelle slide è riportata anche la simulazione per Napoli, dove la differenza è contenuta perché le temperature medie esterne sono favorevoli.

Gli incentivi

  • Conto Termico 3.0 con il sistema ibrido factory-made che sostituisce il generatore esistente;
  • Conto Termico 3.0 per pompa di calore add-on: se è già installata una caldaia Start 25 KIS o 30 KIS, si possono aggiungere pompa di calore Adapto, kit idraulico e gestore senza togliere la caldaia;
  • detrazioni fiscali: Bonus Casa ed Ecobonus.

Il risparmio in bolletta si somma agli incentivi.

In sintesi, secondo la relatrice

Installazione semplice e facilmente replicabile; possibilità di aggiungere la climatizzazione estiva con terminali idronici negli edifici che non ne hanno; accesso a bonus fiscali e Conto Termico, con incentivi interessanti per il modello 5.0 anche con radiatori tradizionali nelle zone climatiche più diffuse; salto di una o due classi energetiche anche senza interventi strutturali sull'involucro; risparmio in bolletta da valutare caso per caso in base a edificio, zona climatica, costo di elettricità e gas, impianto e utilizzo.

04 · Full-electric domestico

Domus M: la pompa di calore tutto in uno

Split in R32 con unità interna a basamento che contiene bollitore e componenti idraulici.

Domus M è una pompa di calore idronica splittata in R32 con unità interna a basamento «all-in-one», di ingombro paragonabile a un frigorifero. Lavora solo in elettrico e non si usa per sistemi ibridi. Essendo split non serve glicole antigelo. La carica di R32 è inferiore a 1,84 kg su tutte le taglie: se non servono cariche aggiuntive oltre i 15 m di tubazioni, non è obbligatorio rispettare un'area minima del locale in cui si installa l'unità interna.

DatoValore mostrato
Gamma14 set (11 monofase, 3 trifase), 7 taglie da 4 a 16 kW
Campo di funzionamentoDa −25 a +35 °C esterni (fino a +43 °C in sanitario)
Temperatura di mandataFino a 65 °C
Classe di efficienza in riscaldamentoA+++ (A7 °C, W35 °C)
Bollitore190 o 240 litri in acciaio inox, classe A+, profilo di prelievo XL, pressione massima 10 bar, antilegionella fino a 70 °C
Unità interna600 × 600 mm in pianta; altezza 1683 mm (190 l) o 1943 mm (240 l)
Pressione sonoraUnità esterna a 1 m da 48 a 53 dB(A); unità interna 30-31 dB(A)
Resistenza integrativa di serieA tre stadi: 2/4/6 kW monofase, 3/6/9 kW trifase

Cosa c'è nell'unità interna

Scambiatore a piastre saldobrasate, circolatore a velocità variabile con configurazione automatica, valvola a tre vie deviatrice per l'acqua calda sanitaria, vaso di espansione da 8 litri, flussostato che mette in sicurezza la macchina in mancanza di portata, quadro elettrico accessibile per la manutenzione, attacchi idraulici e del refrigerante nella parte superiore.

Il controllo

Il pannello di controllo è a bordo dell'unità interna, non è remotabile in ambiente e ha la stessa interfaccia di NXHM e Family Sprint. Gestisce programmazione oraria di impianto e sanitario, chiamata da termostato ambiente, una zona ad alta portata oppure due zone a temperatura diversa (una diretta caldo/freddo e una miscelata solo caldo), acqua calda con valvola a tre vie e sonda, resistenze di back-up e antilegionella, fotovoltaico (smart grid) e limitazione della potenza assorbita (Power Input Limitation).

Per impianti più complessi o per la gestione da remoto si aggiunge l'accessorio HI, COMFORT T300-I, con Wi-Fi integrato, app e gestione di una zona diretta e una miscelata con curve climatiche.

05 · Sistema da incasso

Sprint In-Wall Box: tutto in un armadio

Riscaldamento, raffrescamento e acqua calda con pompa di calore, anche con preriscaldo solare.

Sprint In-Wall Box è un sistema full-electric da incasso: tutti i componenti principali, tranne il collettore solare e l'unità esterna, stanno in un armadio. Il sistema si compone in base all'impianto:

  • unità da incasso universale (altezza 2,2 m, larghezza 950 mm, profondità 350 mm), con eventuale estensione di 250 mm e accumulo inerziale da 30 litri;
  • pompa di calore split Family Sprint, da 4 a 12 kW monofase, con o senza resistenza integrativa da 3 kW sull'unità interna;
  • bollitore da 160 litri a doppio serpentino;
  • modulo idraulico scelto in base all'impianto: in diretta con il circolatore della pompa di calore, con separatore e pompa di rilancio, oppure con separatore, pompe e valvola miscelatrice per gli impianti multizona;
  • eventuale collettore solare termico;
  • gestore T300, fornito per gli impianti più complessi e ogni volta che c'è il solare.

Tutti i componenti comunicano con protocollo Modbus proprietario. Come Adapto Hybrid e Domus M, il sistema può gestire anche un impianto fotovoltaico, se presente.

La pompa di calore Family Sprint

Split in R32 con unità interna murale; classe A+++ (A7 °C, W35 °C) o A++ (A7 °C, W55 °C); acqua fino a 65 °C; compressore twin-rotary DC inverter, valvola di espansione elettronica, ventilatori brushless; funzionamento da −25 a +43 °C esterni; modalità Silent su due livelli per ridurre ancora il rumore dell'unità esterna.

Il bollitore

Rispetto al bollitore dei sistemi ibridi da incasso (In Hybrid Evo) la superficie di scambio cresce: 1,65 m² il serpentino superiore e 0,69 m² quello inferiore, 2,34 m² in totale. Se in sanitario lavora solo la pompa di calore, è collegata a entrambi i serpentini e si possono prelevare fino a 180 litri di acqua miscelata a 40 °C. Con il solare termico, il pannello preriscalda sul serpentino basso e la pompa di calore integra su quello alto: nel caso peggiore, senza sole, si hanno 140 litri a 40 °C. I tempi di ripristino vanno da 1 h a 1 h 35 min secondo la potenza della pompa di calore.

Come accessorio c'è una resistenza da 1,5 kW nel bollitore, per antilegionella, back-up o riscaldamento accelerato.

06 · Impianti professionali

Cascate di pompe di calore e sistemi ibridi PRO

Fino a 180 kW in pompa di calore, con caldaie da centrale termica dove il full-electric non basta.

DatoNXHM 018÷030Family Sprint
TipoMonoblocco in R32, doppio ventilatore, tutte trifaseSplit in R32, unità interna murale
Gamma4 modelli: 18, 22, 26, 30 kW10 modelli da 4 a 16 kW (7 monofase, 3 trifase)
Classe di efficienzaA+++/A++ a 35 °C, A++/A+ a 55 °CA+++ a 35 °C, A++ a 55 °C
Temperatura di mandata60 °C (55 °C fino a −15 °C esterni)65 °C, con aria esterna da −25 a +43 °C
Pressione sonora a 1 m58-64 dB(A)44-54 dB(A)
CascataFino a 6 unità anche di potenza diversa; massimo 180 kW con NXHM 030TFino a 6 unità anche di potenza diversa

Dove si usano e come si gestiscono

Residenziale (ville di una certa metratura, palazzine con più unità immobiliari), pubblica amministrazione, terziario e privato non residenziale. In questi ambiti il Conto Termico 3.0 consente di sostituire il generatore con una pompa di calore e di incentivare insieme fotovoltaico e colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Le prestazioni sono certificate da ente terzo (HP Keymark).

Il comando di macchina è lo stesso per le due famiglie: controllo ambiente, gestione della cascata fino a 6 unità con una sola interfaccia, sistemi full-electric semplici o in cascata, sistemi ibridi con caldaie a condensazione da centrale termica, accesso a tutti i parametri. In cascata le unità slave (fino a 5) lavorano in riscaldamento o raffrescamento; la master può staccarsi e preriscaldare il bollitore dell'acqua calda tramite valvole a tre vie. La pompa di calore può anche chiamare una caldaia a integrazione, in sostituzione o in parallelo. Le Family Sprint per i sistemi full-electric hanno la resistenza di back-up (3 kW monofase, 9 kW trifase); quelle per i sistemi ibridi ne sono prive.

Sistema ibrido PROPompe di caloreCaldaie a condensazionePotenza massima
MonobloccoNXHM 010-016 e 012T-030T singole; NXHM 018T-030T in cascata fino a 6Condexa HPR, Condexa Pro, Steel Pro Power, Alu Pro Power, Tau Unit, singole o in cascataCaldaie 1290 kW; pompe di calore 180 kW
SplitFamily Sprint 014-016 e 014T-016T, singole o in cascata fino a 3Stessa gamma, singole o in cascataCaldaie 770 kW; pompe di calore 40 kW

Quando sceglierli

Sono sistemi ibridi factory-made, ma si possono realizzare anche sistemi bivalenti, per edifici residenziali e pubblici (scuole, uffici) che richiedono potenze elevate, nelle riqualificazioni in cui non si riesce a passare al full-electric. Accedono a Conto Termico 3.0, Ecobonus e Bonus Casa.

Negli schemi mostrati il sistema è controllato dalla pompa di calore: accumulo inerziale con caldaie in serie alle pompe di calore, una zona diretta caldo/freddo e una miscelata solo caldo, acqua calda sanitaria preriscaldata dalla pompa di calore master e integrata dalle caldaie, che intervengono in alternativa o in contemporanea secondo i parametri impostati. Le Condexa formano un sistema modulare componibile in centrale termica, utile se l'accesso è difficile; Steel Pro Power è in armadio tecnico per installazione interna o esterna.

Attenzione al Conto Termico

Imprese ed ETS economici non possono accedere al Conto Termico 3.0 con un sistema ibrido, perché la parte a gas non è ammessa per questi soggetti.

07 · Fotovoltaico e strumenti

Il fotovoltaico Riello e la documentazione per progettare

Un catalogo dedicato con tabelle di scelta rapida; su myRiello schemi, Conto Termico e dichiarazioni.

Da qualche mese Riello propone un catalogo dedicato al fotovoltaico, separato dal listino, per applicazioni residenziali e piccolo commerciale: moduli da 500 Wp, inverter ibridi monofase e trifase, batterie, staffaggi, quadri e cavi. Per il residenziale ci sono pacchetti già composti (moduli, inverter e batterie, oppure senza batterie) fino a 10 kW; oltre si combinano i singoli componenti.

ComponenteCaratteristiche mostrate
Modulo Heliocell 300-DG M500 WT500 Wp; celle N-type TOPCon half-cut; bifacciale; vetro/vetro da 2 mm con antiriflesso, più resistente alla grandine; efficienza fino al 22,5% (28,9% con il contributo bifacciale); tolleranza −0/+5 W; 1961 × 1134 × 30 mm, 27 kg; garanzia 25 anni sul prodotto e 30 sulla resa
Inverter Helioflow Hybrid B1 (monofase)3,6 / 5 / 6 kW; ingresso DC fino al 150% della potenza nominale; 2 MPPT; uscita di back-up a piena potenza con ATS integrato; IP65; Wi-Fi e LAN con monitoraggio da portale e app; garanzia 10 anni
Inverter Helioflow Hybrid F3 (trifase)6 / 8 / 10 kW; fino a 4 in cascata o parallelo; ingresso DC fino al 160%; 2 o 3 MPPT; back-up a piena potenza con ATS; IP66; garanzia 10 anni
Batterie Heliocharge HV5-AModuli da 5 kWh ad alta tensione, LiFePO4, BMS integrato; torre fino a 4 moduli (20 kWh), due torri in parallelo fino a 40 kWh per inverter; IP66; installazione a pavimento; diagnosi e aggiornamento da remoto; garanzia 10 anni

Le tabelle di scelta rapida

  • Dai consumi elettrici (residenziale): si entra con i consumi in bolletta, la posizione (Nord, Centro, Sud) e l'orientamento dei moduli; la tabella restituisce il pacchetto (moduli, inverter, batteria) e la quota di copertura attesa, che dipende anche dall'inclinazione. Le tabelle con batteria hanno grafica verde, quelle senza azzurra: si può così confrontare il risparmio sull'acquisto della batteria con la minore copertura.
  • Per case in pompa di calore (full-electric, abitazione principale): basate sulla firma energetica, si sceglie la tabella secondo la temperatura esterna di progetto. Dalla potenza della pompa di calore, o dai consumi di combustibile (gas, GPL, gasolio) da cui ricavarla, si stimano i consumi elettrici della pompa di calore in base ai terminali, si aggiungono quelli della casa e si ottiene il pacchetto fotovoltaico.

Servono per un primo ordine di grandezza: non sostituiscono il progetto, perché non considerano la superficie disponibile né gli ombreggiamenti.

Su myRiello

  • schemi di impianto idraulici ed elettrici delle principali soluzioni domestiche e professionali, in PDF e DWG, aggiornati dall'ufficio prevendita;
  • sezione Conto Termico 3.0: spiegazione del meccanismo, esempi di calcolo, testi normativi (decreto e regole applicative), tabelle con gli incentivi già calcolati per i principali prodotti;
  • certificazioni e dichiarazioni: dichiarazioni per le pratiche ENEA delle detrazioni fiscali e autocertificazioni per le pratiche GSE del Conto Termico.

L'ufficio prevendita offre anche consulenza telefonica ai progettisti su norme, prodotti, impianti e documentazione.

Esempi e casi da riascoltare

Simulazione su un appartamento a Milano

Appartamento di 120 m² non isolato, radiatori a 65 °C, 699 m³ di metano l'anno con la caldaia standard; prezzi dal portale ARERA, 0,32 €/kWh e 1,35 €/Sm³. Il solo riscaldamento costa 944,71 € con la caldaia esistente, 850,01 € con una caldaia a condensazione, 783,09 € con Adapto Hybrid in modalità ecologica e 710,05 € in modalità economica. Al Nord la differenza fra le due modalità è più marcata che al Sud.

Un'abitazione a Roseto degli Abruzzi, prima e dopo

Casa di 120 m² di un collega della relatrice, con due residenti e pannelli radianti, dove una caldaia a condensazione è stata sostituita da Adapto Hybrid; le due stagioni hanno avuto temperature medie simili. Il gas è sceso da 1091 a 450 m³, l'elettricità è salita da 2399 a 3499 kWh. Con i prezzi pagati (0,316 €/kWh e 1,025 €/m³, gas molto conveniente) la spesa è passata da 1.876 a 1.567 €, −17%; con i prezzi medi Eurostat del secondo semestre 2025 (0,30 €/kWh e 1,44 €/m³) da 2.290 a 1.697 €, −25%.

Due condomini ad Ascoli Piceno

Due condomini di 80 e 90 appartamenti, con canne fumarie collettive e spazi limitati, riqualificati con l'Ecobonus installando Adapto Hybrid 3.5 con caldaia Start 30 per riscaldamento e acqua calda. Le unità compatte sono state installate anche sotto i balconi; la stessa linea elettrica serve caldaia e pompa di calore senza aumentare la potenza del contatore. Nel primo condominio si sono usate le canne fumarie esistenti, nel secondo lo scarico a parete.

Domande di ripasso

Prova a rispondere prima di aprire la risposta. Ogni risposta rimanda alla slide o al punto del video in cui se ne parla.

Per quale impianto esistente è pensato Adapto Hybrid?

Per impianti a radiatori a zona unica con caldaia che produce anche l'acqua calda sanitaria istantanea, in unità immobiliari di circa 90-120 m².

Quando è utile lo scarico dei fumi a parete di Adapto Hybrid?

Quando, riqualificando l'impianto, portare i fumi a tetto è complicato: essendo un sistema ibrido la caldaia può scaricare a parete in deroga, nel rispetto delle distanze di sicurezza.

Come lavorano pompa di calore e caldaia di Adapto Hybrid in riscaldamento?

In serie, tramite il separatore del kit idraulico: la pompa di calore preriscalda con un set-point dato dall'algoritmo, la caldaia riceve il set-point dell'impianto dalla curva climatica e completa; i due generatori lavorano contemporaneamente.

Cosa cambia fra ottimizzazione economica ed ecologica?

Il set-point assegnato alla pompa di calore: nella prima minimizza il costo, con i prezzi di elettricità e gas inseriti dall'utente; nella seconda le emissioni di CO2, con i fattori di emissione precaricati e modificabili. Il calcolo si ripete con frequenza impostabile.

Perché con Domus M non è obbligatoria un'area minima del locale per l'unità interna?

Perché la carica di R32 è inferiore a 1,84 kg su tutte le taglie; vale se non servono cariche aggiuntive oltre i 15 m di tubazioni.

Fino a quale potenza arrivano le NXHM in cascata e come si gestisce l'acqua calda?

Fino a 6 unità, 180 kW con NXHM 030T; la master può staccarsi dalla cascata e preriscaldare il bollitore, mentre le slave (fino a 5) restano su riscaldamento o raffrescamento.

Chi non può accedere al Conto Termico 3.0 con un sistema ibrido PRO?

Imprese ed ETS economici, perché la parte a gas non è ammessa per questi soggetti.

Le tabelle del catalogo fotovoltaico bastano per progettare l'impianto?

No: danno un primo dimensionamento ragionato, ma non considerano superficie disponibile e ombreggiamenti, quindi l'impianto va comunque progettato.

Simulazione · 1 h 24 min

Dimensionamento e verifica energetica di soluzioni ibride e in sola pompa di calore con fotovoltaico

Dott. Stefano SilveraAnalyst, Edilclima

L’idea da portare con te

La simulazione energetica è uno strumento di progetto, non solo di verifica: prima si controllano le temperature di lavoro dell'impianto, poi si sceglie la taglia della pompa di calore con la firma energetica, usando dati tecnici corretti del produttore.

Il ragionamento in 6 passaggi

PassaggioLa domanda da tenere aperta
1. Inquadrare l'intervento nel nuovo quadro: D.M. 28/10/2025 per i requisiti minimi, D.Lgs. 5/2026 per le rinnovabili.In quale tipologia di intervento ricade il lavoro e quali verifiche FER e di fotovoltaico comporta?
2. Simulare lo stato di fatto e confrontarlo con i consumi reali.Il modello restituisce consumi coerenti con quelli delle bollette?
3. Rilevare la potenza installata dei terminali e calcolare le temperature di mandata, mese per mese e per BIN (classi di temperatura esterna).Per quanta parte della stagione la mandata resta sotto il limite della pompa di calore?
4. Scegliere fra sola pompa di calore e sistema ibrido.La pompa di calore può coprire da sola il carico, o servono caldaia o resistenza per i picchi?
5. Dimensionare con la firma energetica e dati di prodotto corretti, anche a carico parziale.I dati a carico parziale sono riferiti a temperatura di mandata fissa?
6. Verificare requisiti minimi e FER e valutare fotovoltaico e batteria con un calcolo orario.Quanta energia del fotovoltaico verrà davvero autoconsumata?

8 schede per ritrovare il ragionamento

01 · Requisiti minimi

Che cosa cambia con il D.M. 28/10/2025

Verifiche sull'involucro diverse per ciascun tipo di intervento

Il D.M. 28/10/2025 attua la direttiva EPBD III (2018/844/UE), recepita con il D.Lgs. 48/2020, e dal 3 giugno 2026 sostituisce il D.M. 26/06/2015, applicato fino al 2 giugno 2026. La direttiva EPBD IV (2024/1275/UE) doveva essere recepita entro il 29 giugno 2026: i relativi decreti attuativi sono ancora da definire. Le novità principali riguardano le verifiche sull'involucro.

Tipo di interventoQuandoVerifiche sull'involucro nel nuovo decreto
Riqualificazione energeticaMeno del 25% della superficie disperdenteNiente H'T né trasmittanza media; nuova verifica della trasmittanza della sola struttura (Usc), senza ponti termici
Ristrutturazione importante di 2° livelloPiù del 25% della superficie disperdenteNiente H'T; trasmittanza media (Umedia) con limiti che includono ponti termici tabellati; trasmittanza della sola struttura
Ristrutturazione importante di 1° livelloPiù del 50% della superficie disperdente e ristrutturazione dell'impianto termicoH'T con nuovi limiti per zona climatica e rapporto ex ante; niente Umedia né Usc
Nuova costruzioneSostanzialmente invariate

Il secondo livello si semplifica

Col vecchio decreto H'T era spesso la verifica più difficile da superare nel secondo livello, soprattutto con grandi superfici vetrate; ora non è più richiesta. Si ricade nel secondo livello anche solo con un cappotto, o isolando il sottotetto, se si supera il 25% della superficie disperdente. Nel primo livello i limiti di H'T crescono con il rapporto ex ante, cioè il rapporto fra superficie vetrata e superficie opaca: più l'edificio è vetrato, più il limite è accomodante.

02 · Ponti termici

Due tabelle di ponti termici con scopi diversi

Limite di Umedia, edificio di riferimento, cassonetto ed effetti sull'APE

Il limite della trasmittanza media

Nel secondo livello la trasmittanza media calcolata, ponti termici compresi, si confronta con un limite che parte dalla trasmittanza tabellata della struttura a cui si sommano i ponti termici tabellati dal decreto, per zona climatica e per posizione dell'isolante. Vanno usati i valori riferiti alle dimensioni esterne. Un nodo che non compare in tabella non entra nel calcolo di Umedia, ma va considerato per dispersioni e rischio muffa.

Attenzione agli ultimi nodi della tabella: davanzale, spalla, architrave e balcone sul serramento vanno distinti. Non si può più attribuire lo psi della spalla a tutto il perimetro della finestra.

L'edificio di riferimento

Un'altra tabella, con valori diversi, fissa i ponti termici dell'edificio di riferimento: aggancio del balcone, davanzale, spalla, architrave e cassonetto, cioè i nodi più difficili da correggere e più pesanti nelle dispersioni. Per seguire fedelmente il decreto anche un normale APE richiede ponti termici distinti per spalla, architrave e davanzale. Il cassonetto va trattato sia come struttura (W/m²K), per esempio per l'accesso all'ecobonus, sia come ponte termico (W/mK).

GrandezzaEffetto dei ponti termici nell'edificio di riferimento
Limite di energia utile invernaleAumenta di pochi kWh: il decreto non diventa per questo meno restrittivo
Limite di energia utile estivaDiminuisce: con 26 °C interni e medie mensili esterne inferiori, più dispersioni fanno uscire più calore
Classi APECambiano il limite di EPgl,nren di riferimento e la suddivisione delle classi

Un salto di classe a parità di edificio

Nell'esempio proiettato un edificio con EPgl,nren di 108,63 kWh/m² anno, a cavallo fra due classi, risultava in classe D col vecchio decreto e in classe C col nuovo.

03 · Rinnovabili

Edifici nZEB e D.Lgs. 5/2026: percentuali FER e fotovoltaico minimo

Le verifiche FER arrivano alle ristrutturazioni importanti e d'impianto

Edifici a energia quasi zero

Nel vecchio decreto la definizione di edificio a energia quasi zero non richiamava l'Allegato 3, paragrafo 3, del decreto sulle rinnovabili, quello sulla potenza minima del fotovoltaico: di fatto il fotovoltaico non era indispensabile per un nZEB, tranne che in Lombardia. Il nuovo decreto richiama tutto l'Allegato 3, compresa la verifica di potenza del fotovoltaico con i limiti delle nuove costruzioni. Chi porta un edificio esistente a nZEB deve quindi installare più fotovoltaico di quanto basterebbe, per esempio, per un primo livello: 0,05 invece di 0,025 volte la superficie in pianta.

Il nuovo decreto rinnovabili

Il D.Lgs. 5/2026 recepisce la direttiva RED III (2023/2413). È in vigore dal 4 febbraio 2026, ma il suo Allegato III, la parte più rilevante per la simulazione, si applica dal 3 agosto 2026, 180 giorni dopo. La novità principale: le verifiche FER e il fotovoltaico minimo si estendono alle ristrutturazioni importanti di primo e secondo livello e alle ristrutturazioni d'impianto.

Tipo di interventoCopertura minima FERPotenza minima FV (kW)
Nuova costruzione60% di H+W+C e 60% di W0,05 × S
Demolizione e ricostruzione60% di H+W+C e 60% di W0,025 × S
Ristrutturazione integrale con superficie utile > 1000 m²60% di H+W+C e 60% di W0,025 × S
Ristrutturazione importante di 1° livello40% di H+W+C e 40% di W0,025 × S
Ristrutturazione importante di 2° livello15% di H+C0,025 × S
Ristrutturazione dell'impianto15% di H+C0,025 × S

H = riscaldamento, C = raffrescamento, W = acqua calda sanitaria. S è la superficie in pianta dell'edificio al livello del terreno, cioè la proiezione al suolo della sagoma, in m², senza le pertinenze (sulle quali però si possono installare gli impianti).

Il secondo livello è il caso critico

Nel primo livello, con involucro isolato e impianto rifatto in pompa di calore e pannelli radianti, il 40% si raggiunge ampiamente e il fotovoltaico completa l'impianto. Nella ristrutturazione d'impianto i limiti sono più bassi. Il secondo livello, invece, nasce quasi sempre per isolare l'involucro: ora chiede anche un intervento impiantistico per il 15% di FER su riscaldamento e raffrescamento, più il fotovoltaico, e questo può andare oltre l'obiettivo del cliente.

Casi particolari

  • Effetto Joule: l'energia del fotovoltaico usata da sistemi a resistenza (boiler elettrico, pannelli o radiatori elettrici) non conta per la copertura FER, salvo per le unità immobiliari in classe energetica B o superiore. Resta da chiarire se la classe vada considerata prima o dopo l'intervento.
  • Teleriscaldamento o teleraffrescamento efficiente con copertura del 100% del carico: la verifica FER è automaticamente soddisfatta, ma resta la potenza minima del fotovoltaico.
  • Edifici pubblici: percentuali FER aumentate di 5 punti (per esempio dal 40 al 45% nel primo livello, dal 15 al 20% nel secondo) e potenza minima del fotovoltaico aumentata del 10% (0,055 × S per le nuove costruzioni, 0,0275 × S negli altri casi).

04 · Deroghe

Impossibilità tecnica, mancata convenienza e calendario dei decreti

La deroga non vieta una tecnologia: fissa limiti che solo la pompa di calore raggiunge

La sezione D dell'Allegato III consente di derogare alle verifiche FER e alla potenza minima del fotovoltaico per impossibilità tecnica o mancata convenienza economica. Il CTI deve predisporre linee guida con esempi e calcoli numerici per applicare l'allegato: al momento del convegno erano in lavorazione, e il relatore le considera decisive proprio per chiarire come motivare le deroghe senza simulazioni troppo onerose.

Tipo di interventoChe cosa serve per la deroga
Nuova costruzione, demolizione e ricostruzione, ristrutturazione integrale > 1000 m², ristrutturazione di 1° livelloMotivazione del progettista nella relazione tecnica più verifica di EP H,C,W,nren su un nuovo limite
Ristrutturazione di 2° livello e ristrutturazione dell'impiantoMotivazione del progettista nella relazione tecnica
ServizioηHgn,pnren usato per il limiteRendimento richiesto a una pompa di caloreRendimento richiesto a una caldaia
Riscaldamento154%300%161,7%
Raffrescamento128%250%—
Acqua calda sanitaria128%250%134%

Che cosa significa in pratica

Per il riscaldamento una caldaia dovrebbe avere un rendimento di generazione del 161,7%, cosa impossibile; una pompa di calore deve lavorare con un rendimento del 300%, come un COP medio stagionale di 3, coerente con questa tecnologia. La verifica alternativa si supera quindi solo con una pompa di calore o un sistema ibrido.

AmbitoRiferimentoValidità
Requisiti minimiD.M. 26/06/15Fino al 02/06/26
Requisiti minimiD.M. 28/10/25Dal 03/06/26
RinnovabiliD.Lgs. 199/21 con il suo Allegato IIIFino al 04/02/26
RinnovabiliD.Lgs. 5/26 con l'Allegato III del D.Lgs. 199/21Dal 04/02/26 al 02/08/26
RinnovabiliD.Lgs. 5/26 con il suo Allegato IIIDal 03/08/26

05 · Metodo

Dallo stato di fatto alla firma energetica

Validare il modello sui consumi reali, poi ricavare la potenza che serve davvero

La simulazione parte sempre dallo stato di fatto: è una piccola diagnosi energetica che permette di confrontare il consumo calcolato con quello delle bollette e, se serve, di correggere i dati climatici, perché il clima di norma è più freddo di quello attuale. Così il modello viene validato sul consumo reale dell'edificio.

La potenza invernale di progetto si calcola alla temperatura esterna di progetto (−5 °C nell'esempio), senza apporti interni e solari, con 0,5 volumi di ricambio d'aria e maggiorazioni per le strutture esposte a nord: un valore cautelativo che in pratica non si presenta mai.

La firma energetica

È la retta di regressione dei punti di potenza media mensile richiesta dall'edificio (energia del mese divisa per giorni e ore di funzionamento) in funzione della temperatura esterna media del mese, estesa fino alla temperatura di progetto. Insieme alla curva della temperatura di mandata fornisce il dato per scegliere la macchina: la potenza richiesta a una certa temperatura esterna e a una certa temperatura di mandata.

SoluzioneCondizione su cui scegliere la taglia della pompa di calore
Solo pompa di calorePicco della firma energetica alla temperatura di progetto e alla mandata dell'impianto (nella villetta −5 °C esterni e 35 °C di mandata)
Sistema ibridoNon il picco, che copre la caldaia, ma almeno la condizione di gennaio (nell'appartamento 0 °C esterni e 55 °C di mandata)

Una taglia di differenza

Nella villetta la firma energetica indicava circa 6 kW a −5 °C e 35 °C di mandata, contro gli 8,3 kW della potenza di progetto. Con le pompe di calore circa 2 kW di scarto significano una taglia in più o in meno; in altri casi la differenza è ancora più marcata.

06 · Dati di prodotto

Dati tecnici della pompa di calore e carichi parziali

Senza dati corretti del produttore la simulazione dà risultati opposti alla realtà

Il software di simulazione dispone di un archivio prodotti in cui Riello ha inserito serie e taglie. Importando il modello si compilano i dati per il calcolo: temperature di cut-off lato sorgente e lato impianto, una temperatura massima di mandata impostabile secondo il refrigerante o i limiti di progetto, l'eventuale resistenza elettrica d'integrazione, COP e potenze rese alle coppie di temperatura richieste dalla UNI/TS 11300-4 (mandata a 35, 45 e 55 °C). Con il rendimento di secondo principio si ricavano le prestazioni a tutte le coppie di temperatura.

Pieno carico e carico parziale

I dati a pieno carico (UNI EN 14511) descrivono le prestazioni massime, ma la macchina lavora per la stragrande maggioranza del tempo a carico parziale. I metodi sono due:

  • UNI EN 14825, con potenze e COP a carico parziale a temperatura di mandata fissa: i fattori correttivi FCOP crescono nel campo di modulazione e calano ai carichi più bassi, dove una macchina sovradimensionata pendola e perde efficienza;
  • coefficienti correttivi in funzione del fattore di carico CR, da usare se mancano dati UNI EN 14825 corretti: è più cautelativo, considera FC = 1 fino al fattore minimo di modulazione e poi lo riduce per rappresentare i pendolamenti.

Il rischio dei dati a mandata variabile

Se i dati a carico parziale sono a temperatura di mandata variabile, la curva degli FCOP continua a crescere e la simulazione può far credere che più la macchina è sovradimensionata, più aumenta l'efficienza: un risultato completamente diverso dalla realtà.

Firma energetica e campo di lavoro

Sovrapponendo alla firma energetica il campo di funzionamento della pompa di calore si vede dove la macchina modula e dove, sotto la potenza minima, lavora on-off: nella villetta il passaggio era attorno ai 10 °C esterni. Non è indispensabile coprire il picco: il calcolo mensile non dice quante ore si passano vicino alla temperatura di progetto (lo direbbe un calcolo orario) e un involucro ben isolato risente poco di quelle poche ore. Per maggiore sicurezza, invece di passare a un ibrido o a una taglia superiore, si può aggiungere una resistenza elettrica che intervenga in quelle ore.

07 · Fotovoltaico

Fotovoltaico e accumulo: serve un calcolo orario

Il calcolo mensile compensa, ma non dice quanta energia si autoconsuma

La simulazione per legge 10 e APE (UNI/TS 11300) è mensile: compensa il fabbisogno elettrico mensile di ogni servizio con la produzione mensile del fotovoltaico. Non dice quanta energia viene davvero autoconsumata. Per valutare l'effetto economico di fotovoltaico e batteria, e per dimensionarli, servono metodi almeno orari.

Edilclima ha realizzato da circa un anno un servizio web che confronta ora per ora i consumi elettrici dell'edificio con la produzione del fotovoltaico e valuta il beneficio di una batteria. Ai consumi attuali si possono aggiungere le previsioni orarie della pompa di calore o la ricarica di un veicolo elettrico.

Villetta con fotovoltaico da 6,5 kWRisultato della simulazione oraria
Senza batteriaAutoconsumo attorno al 32%: il 68% dell'energia arriva ancora dalla rete
Con batteria da 12 kWhDipendenza dalla rete ridotta al 42%
Flusso di cassa e VANSenza particolari differenze con o senza batteria

Inverno ed estate

In un giorno di gennaio la poca produzione viene quasi tutta autoconsumata, ma copre solo alcune ore: la sera e il tardo pomeriggio dipendono dalla rete. D'estate la produzione è molto maggiore, ma gran parte va in rete. La batteria immagazzina parte del surplus e lo restituisce quando i consumi superano la produzione: il vantaggio è soprattutto la minore dipendenza dalla rete. In altre simulazioni il relatore è arrivato a circa il 30%.

08 · Impianti a radiatori

Potenza installata, temperature di mandata e ruolo dell'ibrido

La temperatura di lavoro è il primo parametro da verificare

Rilevare i radiatori

Quando si passa alla pompa di calore, da sola o in un ibrido, con impianti a radiatori va rilevata la potenza realmente installata dei corpi scaldanti, senza prendere per buona quella delle dispersioni: spesso è più alta, e questo favorisce il passaggio. Il metodo è il rilievo dimensionale (larghezza, altezza, profondità e coefficiente K della UNI 10200 usato per la contabilizzazione), che dà la potenza a ΔT 60 °C e poi a ΔT inferiori; in alternativa un calcolo semplificato in W/m³. Nei condomini si possono rilevare appartamenti rappresentativi o recuperare il progetto di contabilizzazione.

Leggere le temperature

La simulazione restituisce, come risultato, la temperatura media mensile di mandata necessaria a mantenere 20 °C, e il grafico per BIN, che distribuisce il fabbisogno stagionale per temperatura esterna con la mandata richiesta a ogni grado. Fissato un limite di mandata per la pompa di calore (60 °C con l'R32 negli esempi), si vede quale parte del carico resta scoperta e va affidata alla caldaia.

Il senso dell'ibrido

Nell'ibrido la caldaia copre i picchi di potenza o di temperatura; la grande maggioranza del carico deve andare alla pompa di calore, altrimenti, secondo il relatore, tanto vale restare con la caldaia. Per questo la taglia della pompa di calore si sceglie sulla condizione di gennaio, non sul picco.

Nei condomini

Con potenze più alte le configurazioni possibili sono più varie: si può giocare su taglia e numero delle pompe di calore e sulla taglia della caldaia, tenendo conto dello spazio disponibile e dell'investimento.

Esempi e casi da riascoltare

Villetta, ristrutturazione di primo livello in sola pompa di calore

Villetta di circa 150 m² su due piani, in classe E, con radiatori, caldaia a condensazione combinata e picco di 15 kW: cappotto di 14 cm di EPS (U da 1,403 a 0,191 W/m²K), pavimento isolato con pannelli radianti (U da 0,600 a 0,200), serramenti con Uw da 2,0 a 1,3 W/m²K e monoblocco al posto del cassonetto portano la potenza di progetto a 8,3 kW. Con il 76% dell'involucro interessato e l'impianto rifatto è un primo livello: radiante h24 con sonda climatica, pompa di calore anche per l'ACS, VMC con recupero, quadrisplit per il raffrescamento e 6,5 kW di fotovoltaico. La firma energetica indicava circa 6 kW a −5/35 °C: la pompa da 6 kW scelta, pur sotto il picco, copre tutto il carico, la quota FER supera l'80% e la classe passa da E ad A4. La simulazione oraria ha dato un autoconsumo attorno al 32%, con la dipendenza dalla rete scesa al 42% aggiungendo una batteria da 12 kWh.

Appartamento, secondo livello con sistema ibrido

Trilocale di circa 70 m² all'ultimo piano, radiatori a 70 °C fissi per 14 ore, classe E (224,5 kWh/m² anno). Isolando con 16 cm di fibra di legno la soletta verso il sottotetto (U da 0,670 a 0,210 W/m²K) è un secondo livello: la potenza scende da 6 a 5 kW, mentre i radiatori rilevati danno circa 8 kW a ΔT 60 °C. Passando a h24 con sonda climatica la mandata media di gennaio è di circa 49 °C, ma sotto circa −3 °C supera il limite di 60 °C: si sceglie un ibrido con pompa di calore da circa 3 kW a 0/55 °C (Adapto 3.5 con caldaia Start 30 KIS, che produce l'ACS istantanea). La pompa copre il 95% del riscaldamento, la quota FER su riscaldamento e raffrescamento arriva al 50% (resta da prevedere il fotovoltaico) e la classe passa da E a B, da 224 a 114 kWh/m² anno.

Appartamento, sostituzione del solo generatore con un ibrido

Stesso appartamento senza isolare la soletta: sui radiatori esistenti si può solo introdurre la regolazione climatica, e sotto circa 2 °C le mandate medie mensili superano ampiamente i 50 °C; il limite di 60 °C si raggiunge già a 0 °C. Con l'Adapto 3.5 la pompa di calore non basta per potenza sotto circa 4 °C e la caldaia interverrebbe molto. La firma energetica chiedeva circa 4 kW a 0/55 °C: con l'Adapto 5.0 la pompa copre fino a circa 0 °C e il 75% del carico. La classe passa da E a C e la quota FER, qui non richiesta, risulta del 42%.

Condominio, una o due pompe di calore nell'ibrido

Condominio di circa 2000 m² di superficie utile con caldaia a condensazione da 200 kW, produzione centralizzata di riscaldamento e ACS, contabilizzazione, valvole termostatiche e sonda climatica: la potenza di progetto è di circa 120 kW, quella dei radiatori rilevata di circa 166 kW. Con mandate medie invernali sopra i 50 °C serve un ibrido, e il limite di 60 °C si raggiunge a circa 2,5 °C esterni. Con una pompa di calore NXHM R32 030T e una caldaia Condexa Pro 135 la pompa copre il 57% del carico; con due NXHM R32 026T in cascata e la stessa caldaia sale al 79%, migliorando efficienza e classe energetica, a fronte di più spazio necessario e di un investimento maggiore.

Domande di ripasso

Prova a rispondere prima di aprire la risposta. Ogni risposta rimanda alla slide o al punto del video in cui se ne parla.

Quali verifiche sull'involucro chiede il D.M. 28/10/2025 per una ristrutturazione importante di secondo livello?

Non più H'T. Si verificano la trasmittanza media, con un limite che somma alla trasmittanza tabellata i ponti termici tabellati dal decreto, e la trasmittanza della sola struttura.

Che cos'è il rapporto ex ante e perché conta nel primo livello?

È il rapporto fra superficie vetrata e superficie opaca dell'edificio. I limiti di H'T crescono con questo rapporto, così il limite è più accomodante per gli edifici molto vetrati.

Da quando si applica l'Allegato III del D.Lgs. 5/2026?

Dal 3 agosto 2026: il decreto è in vigore dal 4 febbraio 2026, l'allegato 180 giorni dopo.

Quali coperture FER e quale fotovoltaico minimo valgono per primo livello, secondo livello e ristrutturazione d'impianto?

Primo livello: 40% di H+W+C e 40% di W. Secondo livello e ristrutturazione d'impianto: 15% di H+C. In tutti e tre i casi potenza FV minima pari a 0,025 × S.

Perché la verifica alternativa prevista per la deroga non si supera con una sola caldaia?

Il limite per il riscaldamento usa un rendimento sulla primaria non rinnovabile del 154%: una caldaia dovrebbe avere un rendimento di generazione del 161,7%, impossibile, mentre a una pompa di calore basta il 300%.

Perché scegliere la taglia con la firma energetica e non solo con la potenza di progetto?

La potenza di progetto è cautelativa (nessun apporto, ricambi d'aria e maggiorazioni). La firma energetica parte dai fabbisogni mensili: nella villetta indicava circa 6 kW contro 8,3 kW, cioè una taglia diversa.

Quali dati a carico parziale servono, e che cosa succede se sono a temperatura di mandata variabile?

Servono dati UNI EN 14825 a mandata fissa. Con dati a mandata variabile gli FCOP crescono di continuo e la simulazione premia la macchina sovradimensionata; in mancanza di dati corretti si usano i coefficienti correttivi.

Perché il calcolo mensile non basta per fotovoltaico e batteria?

Compensa solo produzione e fabbisogno del mese. Nella villetta il calcolo orario ha mostrato un autoconsumo attorno al 32%, con il 68% dalla rete, sceso al 42% di dipendenza con una batteria da 12 kWh.

Come si stima la potenza installata dei radiatori esistenti?

Con un rilievo dimensionale (larghezza, altezza, profondità e coefficiente K della UNI 10200) che dà la potenza a ΔT 60 °C, oppure con un calcolo semplificato in W/m³; nei condomini su appartamenti rappresentativi o dal progetto di contabilizzazione.

Su quale condizione si dimensiona la pompa di calore di un sistema ibrido?

Non sul picco, coperto dalla caldaia, ma almeno sulla condizione di gennaio (nell'appartamento 0 °C esterni e 55 °C di mandata), perché la pompa copra la grande maggioranza del carico.

Domande · 12 min

Domande ai relatori e chiusura dei lavori

Relatori della giornataModerazione di Roberto Dal Cer

Le domande dalla sala

Sintesi delle domande poste al termine dei lavori e delle risposte dei relatori. Per i dettagli fa fede la risposta nel video.

Nei sistemi ibridi pompa di calore e caldaia possono lavorare insieme, con la pompa di calore che preriscalda?

I grafici mostrati ripartiscono l’energia fornita fra i due generatori in kilowattora. Il calcolo non lavora sulle temperature, quindi la collaborazione è considerata sotto il profilo dell’energia, non come preriscaldo a una certa temperatura.

In un condominio con impianti autonomi, dopo un intervento sull’involucro, come si copre la quota rinnovabile e dove si collega il fotovoltaico?

Il fotovoltaico si può verificare come impianto unico condominiale sul tetto. La quota rinnovabile per riscaldamento e raffrescamento è il punto più difficile: intervenendo solo sull’involucro non si raggiunge, serve almeno un sistema ibrido o in sola pompa di calore. Sulle deroghe per impossibilità tecnica o mancata convenienza economica si attendono linee guida.

Nelle zone non metanizzate si possono abbinare pompa di calore e caldaia a gasolio a condensazione?

Riello ha sistemi misti gasolio e pompa di calore, con le dichiarazioni disponibili su myRiello; per potenze più elevate si possono affiancare due sistemi.

Sostituire solo la caldaia, o solo il bruciatore per cambiare combustibile, è una ristrutturazione dell’impianto?

Si parla di ristrutturazione dell’impianto termico quando si modificano in modo sostanziale generazione, distribuzione ed emissione. Se cambia solo il generatore è una sostituzione: le verifiche richieste dipendono dalla potenza e dall’eventuale cambio di vettore energetico, come spiegato nella risposta.

Scheda di lavoro

Porta il ragionamento sul tuo caso

Pensa a un edificio esistente che stai seguendo o che seguirai. Queste domande sono una proposta del quaderno per applicare i temi della giornata: non sostituiscono la progettazione né le verifiche richieste dalle norme.

Gli appunti si salvano soltanto in questo browser, su questo dispositivo: non vengono inviati a nessuno. Per conservarli altrove esportali o stampali.

Il quaderno è elaborato dalle slide e dalle registrazioni del convegno del 14 ottobre 2026. Mappe, schede, domande di ripasso e scheda di lavoro sono proposte didattiche; per le spiegazioni fanno fede i relatori nel video e nelle slide.

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